Il Cremlino risponde a Salvini sul gas russo: «Solo se sarà vantaggioso»

15.09.2026 15:25
Il Cremlino risponde a Salvini sul gas russo: «Solo se sarà vantaggioso»

Dmitry Peskov, portavoce di Putin, ha risposto alla recente apertura del leader leghista Matteo Salvini riguardo all’acquisto di gas russo: «La Russia tornerà a esportare gas verso l’Europa solo se queste forniture saranno vantaggiose, e se sarà possibile riservare i volumi di gas necessari», riporta Attuale.

Le parole di Salvini e la risposta di Peskov

Peskov ha risposto direttamente alle affermazioni di Salvini, il quale aveva dichiarato: «Quando il conflitto finirà, assolutamente sì. I numeri parlano da soli, basta guardare i costi attuali». Nonostante le ripetute resistenze provenienti dagli alleati di governo e dai vertici della Commissione europea, ora è lo stesso Cremlino a mettere in discussione la ripresa degli approvvigionamenti energetici verso l’Europa. Peskov ha riscontrato che si tratta di «una questione commerciale», aggiungendo che «se queste due condizioni si verificheranno», ovvero il vantaggio economico per Mosca e la disponibilità di gas, «allora è del tutto possibile discuterne».

L’incontro a Milano con le aziende che operano in Russia

Le dichiarazioni di Salvini sono giunte all’indomani di un incontro a Milano con i rappresentanti delle aziende italiane che continuano a operare in Russia dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. Secondo l’ambasciatore russo Alexey Paramonov, la presenza di Salvini dimostra «l’incipit di un ritorno dell’establishment italiano al realismo, al pragmatismo e al buon senso». Questo incontro rappresenta un ulteriore segnale distensivo verso il Cremlino, mentre la maggioranza di governo e le opposizioni italiane si mostrano divise riguardo l’atteggiamento da mantenere nei confronti della Russia.

Salvini ha dichiarato: «Io cerco di essere un piccolo costruttore di pace. Al ministero costruisco ponti, allargo porti e aeroporti, quindi ricostruire ponti di dialogo fra due paesi in conflitto per me è fondamentale». Queste parole sembrano orientate a una strategia elettorale in vista delle politiche del prossimo anno, con l’intento di marcare una distanza da Forza Italia e FdI circa l’invio di armi a Kiev, mentre si cerca di fermare il calo di consensi verso Roberto Vannacci, che da tempo chiede all’Unione Europea di ripristinare i rapporti con Mosca.

Foto copertina: ANSA/Alessandro Di Meo | Il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini

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