Il governo italiano sospende Schengen e affronta le critiche sui migranti con l’Olanda che si unisce al rinvio degli ‘dublinanti’

22.08.2026 05:55
Il governo italiano sospende Schengen e affronta le critiche sui migranti con l'Olanda che si unisce al rinvio degli ‘dublinanti’

Crisi migratoria: l’Italia sospende Schengen, Piantedosi chiede una risposta collettiva

Il governo Meloni ha registrato il numero più basso di riaccoglimenti di ‘dublinanti’ rispetto ai precedenti esecutivi. Così ha affermato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ex prefetto vicino alla premier, in un’intervista con l’agenzia Ansa, per sostenere la posizione del governo italiano di fronte al picco di emergenza migratoria dalle coste africane. Questa emergenza è stata evidenziata dall’ondata di arrivi a Ceuta e ha portato all’italiana sospensione degli accordi di libera circolazione di Schengen; tale scelta ha spinto i partner europei a discutere la questione del rinvio dei richiedenti asilo ai paesi di primo approdo come l’Italia, con circa 24.000 persone attualmente all’estero su 80.000 richieste di presa in carico. Le cifre sono state fornite da fonti di informazione, riporta Attuale.

Piantedosi ha spiegato che la sospensione di Schengen, ossia la “temporanea reintroduzione dei controlli alla frontiera”, è stata necessaria a causa di “oggettive condizioni di pericolo”. Ha auspicato che “al più presto vengano meno i motivi alla base del provvedimento”. Riguardo alla situazione dei ‘dublinanti’, il titolare del Viminale ha dichiarato che “tutti gli Stati membri dovranno farsi carico del peso della pressione migratoria”, evitando di scaricare il problema sui paesi di primo ingresso come in passato. Tuttavia, si sta allungando la lista dei paesi che intendono rinviare in Italia i richiedenti asilo, tra cui l’Olanda, seguendo il percorso di Germania, Svizzera, Austria, Svezia e Finlandia, mentre l’Ungheria continua a mostrare una forte opposizione all’immigrazione.

La Francia ha scelto di cooperare con Roma per limitare le partenze dalla Libia e dalla Tunisia, e Madrid ha proposto i meccanismi di solidarietà previsti dal Patto come soluzione per affrontare la questione. La Danimarca, attualmente, rimane più defilata ma condivide alcuni aspetti delle politiche migratorie di Meloni.

Piantedosi ha sottolineato che “grazie ai nuovi meccanismi di ‘solidarietà obbligatoria’ viene riconosciuta la necessità di un supporto concreto per i Paesi maggiormente esposti, come l’Italia”, attraverso strumenti come la possibilità di ricollocazione, compensazione e rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne dell’Unione. Il ministro ha osservato che le polemiche europee sono principalmente ispirate dalla volontà di parlare all’opinione pubblica dei singoli stati sull’emergenza migratoria, evidenziando l’assenza di “automatisms” e affermando che “saremo sempre noi a dover concordare il rientro” dei migranti.

Nonostante ciò, Piantedosi ha minimizzato le dimensioni della questione, classificando i numeri come “molto bassi” rispetto alle istanze sollevate dagli altri paesi. Tuttavia, il potenziale ritorno dei ‘dublinanti’ che si erano trasferiti in altri stati potrebbe comportare il rientro di 24.152 persone, secondo le stime di Eurostat. Tra il 5 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2025, l’Italia ha ricevuto 80.000 richieste di presa in carico, che sono state respinte a seguito della circolare del ministero dell’Interno. Durante questo periodo, il nostro Paese ha azzerato ogni trasferimento, evidenziando la situazione complessa e le sfide che l’Italia affronta in materia di immigrazione.

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