Nuove rivelazioni sull’omicidio di Tania Terrin: strangolamento confermato dall’autopsia
Le risultanze preliminari dell’autopsia eseguita sul corpo di Tania Terrin, la trentanovenne uccisa a Ferragosto a Camponogara, hanno confermato che la causa della morte è stata l’asfissia da strangolamento manuale. L’esame, condotto dal medico legale dell’Università di Padova, Claudio Terranova, su incarico del pm di Venezia Stefano Strino, mira a ricostruire gli ultimi momenti di vita della donna, quando il suo ex compagno Dino Keber le ha stretto le mani attorno al collo per l’ultima volta. I risultati definitivi sull’autopsia sono attesi entro trenta giorni, mentre permangono dubbi riguardo alla tempistica e alle modalità esatte del decesso, che non sarebbe avvenuto immediatamente, ma piuttosto al culmine di una lunga sofferenza, riporta Attuale.
Il fascicolo penale è già chiuso, visto che il colpevole è deceduto, ma il caso continua a sollevare polemiche in ambito politico. Tania aveva mostrato il coraggio di ribellarsi: aveva sporto denuncia ad aprile, ricevendo un ammonimento dal questore a giugno, e con precedenti di denunce già registrate da altre tre donne contro Keber tra il 2002 e il 2021, tutte poi ritirate. Tuttavia, ciò non è bastato a prevenire la tragedia. A Camponogara, una fiaccolata silenziosa ha riempito la piazza del municipio, con cittadini che hanno alzato passi e chiavi verso il cielo per chiedere la fine dell’indifferenza. Sul fronte politico, il ministro della Giustizia Carlo Nordio sta valutando la situazione, ma le pressioni crescenti non hanno ancora portato a decisioni riguardo all’invio di ispettori presso la Procura di Venezia. Il sottosegretario Alberto Balboni ha definito la situazione come una “sconfitta per lo Stato” e ha promesso verifiche, ma al momento non ci sono segnali di movimento da parte della macchina ispettiva.
Nel frattempo, mentre la politica dibatte, si assiste a un aumento dell’odio online contro coloro che cercano di denunciare il fenomeno della violenza di genere. Le consigliere regionali del Pd, Monica Sambo, Chiara Luisetto e Anna Maria Bigon, hanno commentato che la morte di Tania rappresenta l’ennesima sconfitta per la società, ma sono state bersaglio di insulti e minacce. Un commento anonimo su un post le ha augurato una vita breve. La solidarietà è arrivata immediatamente dal presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, il quale ha espresso l’auspicio di identificare e perseguire penalmente gli autori di tali minacce.
Rimangono forti gli appelli della madre di Tania, Marinella Forner, e dello zio Massimo Forner, che chiedono la fine dei silenzi e delle vittime costrette a nascondersi per sentirsi al sicuro nella propria casa. Il conteggio delle denunce ritirate continua a crescere, così come quello delle donne che hanno perso la vita. La lotta contro la violenza di genere è più urgente che mai.