Droni e intelligenza artificiale: la nuova frontiera nella guerra tra Ucraina e Russia

25.08.2026 14:45
Droni e intelligenza artificiale: la nuova frontiera nella guerra tra Ucraina e Russia

La nuova era dei droni in guerra: intelligenza artificiale al servizio del conflitto tra Ucraina e Russia

La guerra dei droni in Ucraina ha preso una piega significativa, con l’implementazione dell’intelligenza artificiale che non si limita più solo alla ricognizione, ma consente ai velivoli di completare autonomamente le missioni senza il costante controllo umano. Questa evoluzione è stata particolarmente influenzata dalla crescente guerra elettronica, riporta Attuale.

In battaglia, i sistemi di disturbo radio e di jamming rendono vulnerabili i droni tradizionali, che necessitano di un contatto costante con gli operatori. Pertanto, sia Kiev che Mosca stanno investendo nello sviluppo di droni capaci di riconoscere, agganciare e completare la fase finale delle missioni in autonomia.

Con l’autonomia nelle operazioni, i droni non dipendono più dagli ordini del pilota una volta giunti in prossimità dell’obiettivo, rendendo le tecniche di disturbo elettronico meno efficaci. Si sta passando così dal drone telecomandato a un modello autonomo che “vede” e decide il proprio percorso finale.

Particolare attenzione è rivolta al progetto “M&Ms”, che mirava a saturare gli aeroporti di Mosca con sciami di droni a basso costo gestiti da intelligenza artificiale. Questa tecnologia utilizza sistemi di map matching, caricando nel computer di bordo mappe dettagliate e immagini dell’obiettivo, permettendo ai droni di trovare e colpire senza ulteriore input umano, pensata per superare le difese elettroniche russe.

Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa ucraino, ha rivelato che l’Ucraina ha testato un sistema di intelligenza artificiale autonomo nelle aree occupate della Crimea nel corso dell’anno, puntando su depositi di carburante e attrezzature militari, affermando che non ci sono state vittime civili.

È interessante notare che i droni ucraini, come gli Hornet, sono equipaggiati con sistemi di puntamento AI addestrati su migliaia di ore di video di obiettivi militari russi. Inoltre, la piattaforma Brave1 ha testato un “drone madre” capace di guidare droni subordinati, mentre il sistema SmartPilot è progettato per continuare le missioni, anche quando il segnale viene meno.

Da parte russa, i segnali appaiono inquietanti. Secondo funzionari ucraini, un drone russo è stato in grado di autonomamente scegliere il punto da colpire, mostrando un’evoluzione nel controllo autonomo. In seguito, moduli Nvidia Jetson Orin sono stati trovati in relitti di droni russi, indicando un investimento significativo nella capacità di elaborazione dati e immagini per operazioni più autonome.

Le differenze operative tra le due strategie sono evidenti. Kiev si concentra su droni più piccoli e numerosi, volti a colpire obiettivi logistici e infrastrutture, mentre Mosca integra capacità di calcolo e targeting autonomo in droni d’attacco con l’obiettivo di migliorare la precisione e limitare la dipendenza dal controllo remoto.

Le organizzazioni per i diritti umani e la Croce Rossa Internazionale si oppongono all’uso di armi autonome, sostenendo che nessun robot dovrebbe decidere gli obiettivi in guerra. Tuttavia, alcuni esperti avvertono che le armi future potrebbero richiedere sistemi di intelligenza artificiale, poiché potrebbero evitare decisioni letali impulsive che derivano dalle armi tradizionali.

Nonostante ciò, non siamo ancora entrati nell’era degli sciami autonomi. Attualmente si sta attraversando una fase intermedia, dove AI e machine vision sono già presenti, ma in numero limitato e con sfide significative riguardanti la scala, l’affidabilità e la responsabilità. La questione centrale rimane: quale livello di certezza richiede un algoritmo prima di autorizzare un attacco? E chi è responsabile se il sistema sbaglia bersaglio?

In questo contesto, l’intelligenza artificiale sta diventando un elemento cruciale per superare le difficoltà della guerra elettronica, segnando un passo importante nella capacità operativa degli strumenti di combattimento, i cui obiettivi non sono più solamente sotto il controllo dell’uomo, ma sempre più delegati a sistemi autonomi.

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