Il primo viaggio all’estero del nuovo primo ministro britannico Andy Burnham in Ucraina
Il nuovo primo ministro britannico Andy Burnham ha scelto l’Ucraina come meta per il suo primo viaggio all’estero, partecipando lunedì alle celebrazioni del 35esimo anniversario dell’indipendenza dall’Unione Sovietica. La sua presenza a Kyiv sottolinea il forte legame tra il Regno Unito e l’Ucraina, consolidato sin dall’inizio dell’invasione russa nel febbraio 2022, con il Regno Unito che si è affermato come uno dei principali sostenitori di Kyiv, sia a livello politico che militare, riporta Attuale.
Nonostante i cambi di governo nel Regno Unito, il sostegno all’Ucraina ha continuato a essere una priorità per la politica estera britannica. Questo impegno è stato costante anche attraverso l’alternarsi di cinque primi ministri, sia conservatori che laburisti, tranne che per i Verdi. Inoltre, il supporto da parte dell’opinione pubblica britannica rimane tra i più elevati in Europa.
Nel 2022, Boris Johnson, allora primo ministro, visitò Kyiv prima dell’inizio della guerra e fu il primo leader del G7 a tornare nel paese. Già prima dell’invasione, il Regno Unito forniva materiale difensivo all’Ucraina e, subito dopo l’attacco russo, fu il primo paese a inviare armi, inclusi i lanciarazzi anticarro NLAW, cruciali nel contenere l’avanzata russa sulla capitale.
La guerra ha esteso la carriera politica di Johnson, che, sotto pressione per vari scandali, ha utilizzato l’opportunità per mettere in risalto il concetto di “Global Britain”, dividendo i sostenitori di Brexit e rivendicando un ruolo più attivo del Regno Unito sulla scena globale. Johnson, in particolare, ha sviluppato un forte legame con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, continuando a sostenere la causa ucraina anche dopo il suo mandato.
Con la successione di Johnson, Liz Truss e poi Rishi Sunak hanno mantenuto l’impegno britannico verso l’Ucraina. Sunak, all’inizio del suo mandato, ha scelto Zelensky per la sua prima chiamata telefonica, dimostrando l’importanza dell’alleanza, confermata dalla successiva visita di Zelensky al parlamento britannico, accolto sia da Sunak che dal leader dell’opposizione Keir Starmer.
Dopo le elezioni del 2024, Starmer ha proposto una “coalizione di volenterosi” con la Francia, un gruppo di 34 paesi impegnati nella difesa dell’Ucraina anche dopo la conclusione del conflitto. Il governo Starmer ha anche firmato un accordo simbolico di cent’anni per garantire stanziamenti continui a Kyiv.
Sebbene gli aiuti britannici siano minori rispetto a quelli statunitensi o dell’Unione Europea, il Regno Unito ha spesso guidato l’iniziativa internazionale. Ha preceduto altri paesi nel fornire sistemi d’arma avanzati e ha spesso influenzato le decisioni di coalizione, come dimostrato dall’invio di carri armati Challenger 2, che ha spinto altre nazioni a seguire l’esempio.
Recentemente, il Regno Unito ha collaborato con l’Ucraina per sviluppare sistemi di intelligenza artificiale nella difesa, ottenendo accesso unico ai dati raccolti sul campo di battaglia. Questo attivismo ha reso il Regno Unito un obiettivo della propaganda russa, con accuse infondate riguardo al suo ruolo nei negoziati per la pace.
Il posizionamento attuale del Regno Unito si è radicato in una storica alleanza con gli Stati Uniti e in una contrapposizione alla Russia, nonostante i legami economici del passato con gli oligarchi russi a Londra siano stati in gran parte deteriorati dopo eventi recenti legati all’attività russa sul suolo britannico.