Operazione di Isolamento Economico dell’Iran: Misure Severe Annunciate dal Segretario al Tesoro USA
Durante una conferenza stampa a New York, il Segretario al Tesoro USA, Scott Bessent, ha lanciato una dura avvertimento contro l’Iran, promettendo sanzioni severe e un’operazione nota come «Operation Economic Outcast» per reprimere le attività finanziarie di Teheran. Bessent ha dichiarato: «Voglio essere chiaro: qualsiasi entità che faciliti il riciclaggio di denaro per conto dell’Iran verrà rimossa dal sistema del dollaro americano. Zero contatti tra l’Iran e altri paesi, nessuno spazio per respirare», riporta Attuale.
L’operazione mira a colpire cinque settori cruciali per l’economia iraniana: risorse digitali, tecnologia, oro, aviazione e spedizioni. «Queste misure ampliano il rischio di sanzioni secondarie per chiunque sia così stupido da continuare a fare affari con questo regime», ha aggiunto Bessent, definendo la situazione come «asfissia economica» per l’Iran.
Nel corso dell’incontro, durato solo 17 minuti, Bessent ha anticipato che una prima ondata di sanzioni riguarderà circa 60 entità, tra cui individui, banche e imbarcazioni, con ulteriori misure che dovrebbero essere annunciate entro la fine della settimana. Ha anche rivelato che il presidente Trump sta contattando personalmente i leader mondiali coinvolti nella questione.
Le tensioni geopolitiche si intensificano, specialmente con l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, dove Trump affronta la possibilità di perdere il controllo della Camera e, forse, del Senato. Il segretario Bessent ha risposto a domande riguardo le potenziali sanzioni contro le entità cinesi che potrebbero mantenere rapporti con l’Iran, affermando: «Ogni Paese, ogni entità deve essere preparata ad affrontare le sanzioni statunitensi… nessuno è al di sopra di questo fatto».
Intanto, sul fronte interno, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accusato l’Iran di aver tentato di assassinare uno dei suoi figli, sollecitando misure di sicurezza più severe per i candidati alla sua carica. Questo episodio segna un ulteriore innalzamento delle tensioni tra Tel Aviv e Teheran.