L’esperto Charap avverte: «In Ucraina l’escalation di violenza sta aumentando, nuovi attacchi russi in inverno»

28.08.2026 02:25
L'esperto Charap avverte: «In Ucraina l'escalation di violenza sta aumentando, nuovi attacchi russi in inverno»

Escalation del conflitto tra Russia e Ucraina: analisi e previsioni

Il politologo americano Samuel Charap ha segnalato un’escalation della violenza tra Russia e Ucraina che ha avuto inizio a luglio, coincidente con la fine del cessate il fuoco nel Mar Nero, terminato dopo il collasso dell’accordo sul grano nel 2023. Questo cessate il fuoco aveva permesso alle due parti di non attaccare le navi civili reciproche, facilitando così le esportazioni critiche per l’economia ucraina e per l’approvvigionamento alimentare globale, riporta Attuale.

Attualmente, i porti ucraini si trovano sostanzialmente bloccati, con bombardamenti russi su Odessa, Pivdenne e Mykolaiv. L’Ucraina, a sua volta, sta colpendo le navi russe. Le conseguenze, secondo Charap, ricadranno principalmente sull’economia ucraina. Inoltre, le forze di Kiev stanno intensificando gli attacchi all’interno del territorio russo, prendendo di mira non solo obiettivi energetici e militari, ma anche civili e infrastrutture legate all’e-commerce.

Dal lato russo, Charap esprime preoccupazione per la capacità di attacco di Mosca: «L’Ucraina ha esaurito i suoi intercettori, permettendo alla Russia di colpire a piacimento con i missili balistici». Tuttavia, egli non prevede offensivi di terra su larga scala che possano realmente mutare la linea del fronte. La Russia attualmente lancia tra i 60 e i 70 missili balistici al mese, una capacità di produzione militare che supera quella occidentale, secondo l’analisi dell’esperto.

Guardando al futuro, Charap prevede un inverno più duro per l’Ucraina. «È probabile che la campagna russa sia molto più estesa ed efficace, data la mancanza di intercettori; i russi potrebbero prendere di mira anche le reti fognarie e altre infrastrutture civili finora non attaccate», ha aggiunto.

Recentemente, il direttore della CIA, John Ratcliffe, ha cercato di mettere in guardia la Russia dal provocare incidenti o attacchi ai Paesi baltici, pur constatando che l’attuale allerta non è comparabile a quella del 2022, prima dell’invasione. «Ci sono segnali preoccupanti. Ratcliffe, presumibilmente, ha incontrato i vertici dei servizi segreti russi, trasmettendo il messaggio che gli Stati Uniti prendono la situazione sul serio e risponderanno», ha affermato Charap. Tuttavia, le indiscrezioni su un’intensificazione degli attacchi russi sono plausibili, poiché nessun incentivo esiste per Mosca a diminuire la tensione, ritenendo il processo di pace un vicolo cieco.

Infine, Charap analizza la posizione delle élite russe, suggerendo che non ci sia un’alternativa credibile per spingere Putin a cambiare rotta. La mancanza di un accordo realistico rende difficile generare slancio interno tra le élite per una risoluzione. Tuttavia, sottolinea che queste non desiderano necessariamente la perdita della Russia, ma auspicano piuttosto la fine del conflitto.

L’Europa, secondo Charap, deve svolgere un ruolo più attivo nella diplomazia, considerando che gli effetti della guerra avranno un impatto significativo su di essa, soprattutto in relazione agli attacchi ibridi da parte di Mosca.

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