Morto Ratko Mladic, condannato per il genocidio di Srebrenica, aveva 84 anni

28.08.2026 03:05
Morto Ratko Mladic, condannato per il genocidio di Srebrenica, aveva 84 anni

È morta la figura principale del massacro di Srebrenica: Ratko Mladic

È morto Ratko Mladic, il generale serbo riconosciuto per il massacro di Srebrenica, in Bosnia. Aveva 84 anni e si trovava in carcere all’Aja, dove stava scontando l’ergastolo. Condannato dalla Corte penale internazionale per genocidio, Mladic era malato da tempo, avendo subito un ictus e un infarto negli ultimi anni, riporta Attuale.

Durante il suo processo, i giudici lo hanno descritto come «uno dei peggiori criminali» nella storia dell’umanità. Le atrocità commesse sotto il suo comando sono innumerevoli, con stime di oltre centomila vittime della guerra di Bosnia e più di ottomila morti durante il genocidio di Srebrenica. Tra le sue azioni più atroci, si ricordano il bombardamento di diverse città, i cecchini a Sarajevo che causarono la morte di diecimila persone, e i crimini sessuali perpetrati contro donne, tra cui bambine di appena 12 anni.

Mladic non mostrava segni di pentimento. Anzi, una volta ordinò a 22 musulmani di saltare da un ponte, mentre ai suoi soldati impartì l’ordine di «colpirli in volo». I suoi ordini incitavano alla brutalità: «Bisogna colpire senza una logica», affermava, per terrorizzare la popolazione civile.

La sua figura continua a dividere: a Belgrado, viene celebrato come un eroe da diversi gruppi ultranazionalisti. Anche il noto tennista Novak Djokovic è stato fotografato con uno dei sostenitori di Mladic, evidenziando un controverso culto della personalità attorno a questa figura.

Malgrado le sue malattie e l’età avanzata, Mladic è rimasto un simbolo di divisione nei Balcani. Alcuni dei suoi sostenitori affermano che i giudici internazionali hanno «ucciso» Mladic tenendolo in carcere, mentre critici e vittime dei suoi crimini denunciano la continue impunità e la glorificazione di soggetti come lui.

Nato vicino a Sarajevo, Mladic era ossessionato dalla storia e dai conflitti etnici, vedendo nella guerra in Bosnia una vendetta per cinque secoli di occupazione ottomana. Ogni anno, in segreto, riusciva a deporre un mazzo di fiori sulla tomba della figlia, Ana, che si suicidò per la vergogna del passato. La sua fuga dalla giustizia, durata sedici anni, fu sostenuta da influenze esterne, inclusi presunti legami con i servizi segreti russi.

Negli ultimi anni, Mladic ha ripetutamente negato le accuse, sostenendo di aver agito «per proteggere l’Europa dall’Islam», mentre i suoi avversari continuano a combattere per riconoscere e punire le atrocità della guerra.

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