L’ex capogruppo azzurro presenta la candidatura con Futuro Nazionale e si prepara al test delle suppletive di settembre: «Il risultato condizionerà il futuro di FI e il nostro», riporta Attuale.
A pochi giorni dal terremoto politico causato dal passaggio dell’ex capogruppo regionale di Forza Italia Domenico Giannetta a Futuro Nazionale, la campagna per le suppletive di Reggio Calabria si infittisce di nuovi sviluppi. A raccontarlo è Domenico Furgiuele, deputato ex Lega e attuale referente calabrese del partito di Roberto Vannacci.
Occhiuto e la telefonata a Furgiuele
«Un paio di giorni prima, tre giorni prima della presentazione delle liste, ho ricevuto la telefonata del presidente Roberto Occhiuto che mi esortava a partecipare come Futuro Nazionale alle suppletive», ha dichiarato Furgiuele durante la conferenza stampa di presentazione di Giannetta. A detta di Furgiuele, anche il responsabile dell’organizzazione di FnV, Edoardo Ziello, era presente in vivavoce. Poi, ha aggiunto: «Ora non so che cosa è successo. Forse si aspettavano che io candidassi qualcun altro o che mi volessero indicare chi dovevo candidare. Non capisco questo livore adesso».
Questa ricostruzione aggiunge un ulteriore elemento alla guerra interna al centrodestra calabrese scatenata dalla scelta di Futuro Nazionale di puntare su Giannetta, fino a poco tempo fa uomo di punta degli azzurri a Palazzo Campanella. La reazione di Occhiuto è stata immediata: «Il mio governo regionale non ha nulla a che spartire con chi sceglie Roberto Vannacci», ha affermato, etichettando l’ex forzista come fuori dalla maggioranza e consigliandogli di «non fare troppo il gradasso» prima del responso elettorale.
La sfida a Forza Italia su Roscioli
Furgiuele ha attaccato nuovamente, sottolineando che la candidatura ha fatto emergere tensioni latenti nel centrodestra calabrese: «Non abbiamo creato insofferenza, abbiamo fatto emergere l’insofferenza». Rivendica l’obiettivo di un centrodestra distinto: «Futuro Nazionale non è contro il centrodestra, ma è per un centrodestra diverso», una destra «identitaria, sovranista, tradizionalista, meritocratica» e ben radicata nei territori.
L’appello si rivolge all’elettorato dei partiti di maggioranza. Furgiuele ha esortato «i tesserati, i militanti» dei partiti di centrodestra, che, sostiene, sarebbero «rassegnati a dover votare ancora una volta qualcuno deciso altrove». Il bersaglio della critica è Fabio Roscioli, amministratore nazionale di Forza Italia, avvocato di Fininvest e uomo di fiducia della famiglia Berlusconi, scelto dalla coalizione per occupare il seggio vacante lasciato da Francesco Cannizzaro dopo la sua elezione a sindaco di Reggio Calabria.
L’ex Giannetta: «Molti mal di pancia»
«Non rinnego le mie origini. Ventiquattro anni in un partito non possono essere cancellati con un colpo di spugna», afferma Giannetta, sottolineando la sua lunga carriera nelle amministrazioni locali e in Regione. Riguardo alle tensioni interne al partito calabrese, ricorda: «Fino a poco tempo fa ero il capogruppo del più grande partito della Regione Calabria», aggiungendo che Forza Italia è al momento il partito di riferimento per tutto il centrodestra e confessando: «C’erano molti mal di pancia» tra i membri del gruppo.
Accusa Forza Italia di tradimento: «È il coordinatore di Forza Italia in Calabria che ha tradito il partito e gli azzurri». Critica la gestione interna corrente e la mancata valorizzazione dei meriti delle figure emergenti in partito: «Quando non si dà giusto merito a chi è nel partito e si portano a bordo persone del Pd, allora questo è un errore», afferma. In risposta a chi lo accusa di cercare una nuova posizione, ribadisce di aver ottenuto 10.500 consensi e risponde ad Antonio Tajani, che aveva liquidato la sua uscita da FI parlando di ambizioni personali: «Io non mi sento un numero, ma un uomo con principi, valori e ideali. Ho dato l’anima per il mio ex partito».
I numeri dei sondaggi e il primo test nazionale
La competizione di Reggio Calabria si profila come un banco di prova nazionale. Giannetta afferma: «Sappiamo che il risultato influenzerà in modo significativo il futuro di Forza Italia e di Futuro Nazionale». La sua opinione è condivisa: il voto di settembre dovrà valutare il consenso per il nuovo partito di Vannacci, che secondo i sondaggi è già al 8% e ha superato Forza Italia, afferma Giannetta. Prevede che, man mano che Futuro Nazionale avrà successo, sarà necessario per gli altri partiti avvicinarsi a loro.
Il voto del 27 e 28 settembre si configura come un importante banco di prova elettorale per il partito di Vannacci, in un contesto in cui l’instabilità del centrodestra potrebbe favorire il centrosinistra, che propone il cardiologo Frank Benedetto.
Vannacci e l’attacco a Occhiuto e Cannizzaro
Nel corso della conferenza, il leader di Futuro Nazionale, Vannacci, è intervenuto attraverso un videomessaggio, esprimendo il contrasto tra Giannetta, «che conosce il territorio» e ha «messo radici», e una politica che definisce «nauseabonda» e «familistica». Ha accusato gli avversari di favorire «gli amici, gli amici degli amici, i parenti» rispetto a chi lavora sul campo, attaccando direttamente Cannizzaro e Occhiuto, di cui ha analizzato i legami familiari, per segnalare un divario con Forza Italia.
Il caso di Lamezia Terme
Nel frattempo, le ripercussioni si fanno sentire anche a Lamezia Terme, dove Futuro Nazionale ha creato un proprio gruppo con i consiglieri comunali Massimo Cristiano e Carmine Villella, entrambi ex Lega. Tuttavia, dopo le polemiche sulle candidature, il sindaco di centrodestra Mario Murone ha revocato l’incarico all’assessora Donatella Amicarelli, escludendo i membri di Futuro Nazionale dalla giunta. Nel decreto, il sindaco parla di una «irreversibile rottura» e giudica il programma del movimento «inconciliabile» con l’azione del centrodestra. La risposta di FnV è stata netta: le motivazioni addotte sono «francamente risibili» e caratterizzate da «pochezza del metodo».