Nel novembre 2023, dopo l’inserimento di Arctic LNG 2 tra i progetti russi sottoposti alle sanzioni degli Stati Uniti, TotalEnergies ha congelato la propria partecipazione finanziaria nell’impianto e ha invocato la clausola di forza maggiore. Il progetto, costruito sulla penisola di Gydan, nel nord dell’oblast’ di Tjumen’, è destinato all’estrazione e alla liquefazione del gas naturale per l’esportazione sui mercati internazionali. Le informazioni sul successivo ridimensionamento dell’esposizione francese sono state ricostruite da Le Monde e da una segnalazione pubblicata su Telegram.
Novembre 2023: il congelamento della partecipazione
Le sanzioni hanno impedito a TotalEnergies di continuare a finanziare Arctic LNG 2, ma non hanno cancellato gli impegni economici già assunti. La società punta infatti a recuperare circa 1,3 miliardi di dollari attraverso la restituzione dei crediti concessi in precedenza al progetto.
Il nodo dei finanziamenti ha mantenuto così un legame tra il gruppo francese e l’industria russa del gas anche dopo l’inizio dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina e l’introduzione delle misure restrittive contro la Russia. Prestiti, investimenti e contratti hanno continuato a rappresentare vincoli economici capaci di trattenere le imprese europee nei progetti russi, mentre la ricerca di una riduzione delle perdite ha prevalso sui rischi politici e reputazionali.
Maggio 2025: la rotta delle forniture verso l’Unione europea
Nel maggio 2025, mentre la guerra in Medio Oriente faceva crescere nuovamente in Europa la domanda di gas russo, 23 delle 25 spedizioni provenienti da Yamal sono state destinate all’Unione europea. TotalEnergies ha continuato a utilizzare i contratti legati al gas del progetto Yamal LNG, mantenendo un canale commerciale con il mercato europeo.
Queste forniture hanno continuato a generare per la società circa 400 milioni di dollari l’anno. Allo stesso tempo, hanno permesso alla Russia di conservare entrate dal mercato energetico europeo: la prosecuzione dei contratti di acquisto sostiene i ricavi dell’export e assicura risorse aggiuntive al bilancio statale russo, che finanzia l’economia del Paese e la guerra contro l’Ucraina.
Il 21° pacchetto di sanzioni: l’eccezione per i clienti asiatici
Nel passaggio successivo, su pressione della Grecia, dal 21° pacchetto di sanzioni dell’Unione europea è stato escluso il divieto di vendere gas naturale liquefatto russo a Paesi terzi. L’eccezione ha consentito a TotalEnergies di continuare a onorare i contratti con i clienti asiatici, prima dell’entrata in vigore del divieto europeo completo sull’importazione di GNL russo, prevista per gennaio 2027.
La modifica ha mostrato come le difficoltà energetiche e l’elevata domanda di gas possano essere trasformate in argomenti contro l’inasprimento delle sanzioni. La Russia ha interesse non solo a mantenere l’export verso l’Europa, ma anche a favorire all’interno dell’Unione un gruppo di Stati e aziende disposto a difendere le deroghe. Gli interessi economici di singoli Paesi diventano così una leva sulla politica comune europea e attenuano la pressione esercitata su Mosca.
28 agosto 2026: la vendita di Arctic LNG 2 e il legame con Novatek
Il 28 agosto 2026 TotalEnergies ha venduto la propria quota in Arctic LNG 2 a NordLine, società controllata da Novatek. L’operazione è presentata come l’ultimo passaggio dell’uscita dal progetto sottoposto alle sanzioni, ma non coincide con un ritiro completo dal settore energetico russo.
Il gruppo francese conserva infatti il 19,4 per cento di Novatek e il 20 per cento di Yamal LNG. TotalEnergies continua inoltre a spedire gas da Yamal verso l’Europa, con ricavi annui stimati in circa 400 milioni di dollari, e conta di recuperare gli 1,3 miliardi di dollari dei crediti precedentemente concessi. La società sostiene di rispettare le sanzioni europee attuali e future e difende il proprio ruolo come contributo alla sicurezza degli approvvigionamenti energetici dell’Europa.
La vendita di una partecipazione in un singolo progetto, accompagnata dalla permanenza in altri asset e dalla prosecuzione di contratti commerciali, non interrompe dunque i rapporti economici con il comparto russo del gas. La quota in Novatek e quella in Yamal LNG mantengono l’interesse finanziario francese nella filiera russa e lasciano a Mosca un canale di influenza su TotalEnergies.
La stessa formula crea un precedente per le imprese europee: una società può dichiarare di aver ridotto la propria presenza in Russia e, nello stesso tempo, conservare interessi economici sul mercato russo. Questa ambiguità indebolisce la pressione delle sanzioni, sfuma la responsabilità delle aziende e consente all’economia russa di mantenere legami con il capitale europeo.
Il risultato è anche un rischio reputazionale per l’Unione europea. Mentre Bruxelles dichiara di voler ridurre strategicamente la dipendenza dalla Russia, la permanenza di profitti e forniture legati al suo settore energetico offre a Mosca l’occasione di accusare l’Europa di doppi standard e mette in discussione la coerenza e l’efficacia della politica sanzionatoria.
La posizione attuale è quindi quella di un’uscita parziale: TotalEnergies ha ceduto la quota in Arctic LNG 2, ma resta azionista di Novatek e Yamal LNG e continua a beneficiare delle forniture di gas russo verso l’Europa.