Roma, 29 agosto 2026 – “Lo Stato terrorista di Israele continua a bombardare contemporaneamente Palestina, Libano e Siria”. Lo ha scritto Alessandro Di Battista sul suo profilo Facebook, ieri sera alle 22. Poche ore dopo, intorno alle 2 del mattino, l’ex pentastellato ha condiviso su Instagram una storia in cui rilancia un video pubblicato da Salah Ostaz, giornalista e fotoreporter palestinese operante nella Striscia di Gaza, che documenta un attacco contro civili in una località nel nord della Striscia, riporta Attuale.
Sono gli ultimi post sui social di Di Battista prima del ricovero in ospedale a Cuba per un forte mal di testa e un malore. Il 48enne ex deputato 5Stelle si trovava nell’isola per realizzare un reportage, come ha scritto su X Peter Gomez, direttore de Ilfattoquotidiano.it, testata con cui Di Battista collabora.
Nel post su Facebook, sotto un’immagine della vicepresidente della commissione europea Kaja Kallas, della presidente Ursula von der Leyen e della premier italiana Giorgia Meloni, scrive: “Lo Stato terrorista di Israele continua a bombardare contemporaneamente Palestina, Libano e Siria. Ma loro dopo aver approvato 21 pacchetti di sanzioni contro la Russia, non hanno ancora mosso un dito per fermare i peggiori terroristi del pianeta”.
Le battaglie
Entrato giovanissimo nell’orbita del Movimento 5 Stelle, tra il 2013 e il 2018 ha ricoperto il ruolo di deputato, diventando rapidamente, insieme a Luigi Di Maio, uno dei leader più incisivi e carismatici della formazione pentastellata. Noto per la sua oratoria appassionata e intransigente, condotta da piazze, palchi e palazzi.
Nel 2018 la scelta clamorosa di non ricandidarsi alle elezioni politiche per dedicarsi alla scrittura e ai reportage di viaggio. La rottura definitiva con il M5s avviene nel 2021, quando decide di lasciare il Movimento in seguito alla scelta del M5S di sostenere il governo presieduto da Mario Draghi.
L’impegno sociale
Negli anni successivi Di Battista ha reinventato la propria figura pubblica attorno al giornalismo e all‘impegno sociale, scrivendo per testate indipendenti, firmando saggistica di geopolitica e lavorando a documentari e podcast dedicati al Medio Oriente, all’America Latina e alle periferie del mondo.