Italiani salvi, coppia con doppia cittadinanza dispersa in Nepal dopo l’inondazione

30.08.2026 06:25
Italiani salvi, coppia con doppia cittadinanza dispersa in Nepal dopo l'inondazione

Il dramma delle inondazioni in Nepal: vittime e disperazione

Le inondazioni devastanti in Nepal continuano a mantenere alta l’attenzione internazionale, con una situazione che peggiora di ora in ora. Un bambino di 8 anni è stato salvato dopo essersi arrampicato su un albero e grazie all’intervento di una giornalista ha potuto riunirsi con la madre, mentre una donna di 97 anni è stata estratta viva dalle macerie di una casa di riposo, diventando l’unica superstite. Tuttavia, la realtà è ben più drammatica: il bilancio delle vittime cresce costantemente, raggiungendo già il numero di 675, oltre a circa 3.000 dispersi, molti dei quali sono stranieri, tra cui anche tre italiani, Marco Ratto, Luca Barachini e sua moglie Patrizia Marziale, scomparsi mentre attraversavano la regione per avvicinarsi al campo base dell’Everest, riporta Attuale.

Le notizie di nuovi ritrovamenti sono frenetiche e il numero delle vittime aggiornato continuamente. I familiari dei dispersi temono il peggio, mentre coloro che sono scampati raccontano la loro esperienza. Giovanni Fassini e Narco Lombardi, tornati all’aeroporto di Bergamo Orio al Serio, affermano di aver visto i corpi galleggiare nel fiume Trishuli, ora raddoppiato e che ha spazzato via strade e ponti. “Chiediamo a tutti rispetto per i morti e per gli scomparsi”, ha dichiarato Fassini, aggiungendo che il Nepal è un paese straordinario, ma questa tragedia è devastante.

Le autorità locali segnalano gravi difficoltà nei collegamenti verso le zone più colpite, accessibili solo tramite elicottero a causa della conformazione del territorio. Il ministro delle Finanze, Swarnim Wagle, stima che per la ricostruzione potrebbero servire dai 4 ai 5 miliardi di dollari. Mentre si intensificano le richieste di aiuto internazionale, il governo nepalese ha specificato di volere supporto finanziario piuttosto che l’invio di squadre di soccorso, ricordando la lezione del terremoto del 2015, che ha portato a carenze logistiche a causa dell’afflusso massiccio di aiuti.

A fronte di tanta devastazione, la storia di Zoyal Ghale, un bambino di 8 anni che ha stretto la mano al suo fratellino dirigendosi a scuola, emerge come un simbolo di speranza. Attualmente, l’UNICEF riferisce che oltre 17.000 bambini stanno aspettando di riunirsi con le famiglie o ciò che ne resta, in un contesto in cui la lotta contro il tempo e il dolore proseguono incessantemente.

1 Comment

  1. Purtroppo questa è una situazione davvero tragica. Non riesco a immaginare il dolore delle famiglie in attesa di notizie sui loro cari. È incredibile pensare che, malgrado tutto, ci siano ancora storie di speranza. Ma cosa può fare il governo per aiutare effettivamente le persone colpite?

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