Riforma della legge elettorale: il centrodestra discute il ballottaggio e gli emendamenti, scadenza oggi in Senato

31.08.2026 09:15
Riforma della legge elettorale: il centrodestra discute il ballottaggio e gli emendamenti, scadenza oggi in Senato

Inizio della discussione sulla riforma della legge elettorale in Italia

Roma, 31 agosto 2026 – Dopo la pausa estiva, la maggioranza italiana ha ufficialmente riaperto i lavori su una delle questioni più delicate dell’autunno: la riforma della legge elettorale, fortemente sostenuta dalla premier Giorgia Meloni. Ieri, si è svolta una veloce call tra gli sherpa del centrodestra durante l’ora di pranzo, e oggi si prevede un ulteriore incontro, sempre da remoto. Domani alle 12, in Senato, scade il termine per la presentazione degli emendamenti in commissione Affari costituzionali, dato che la legge è attualmente in esame. Si prevede comunque l’approdo in aula a Palazzo Madama il 9 settembre, con il voto finale fissato per il 15. Successivamente, il testo subirà modifiche, poiché la discesa in campo di Vannacci potrebbe rendere controproducente la proposta del centrodestra, portando nuovamente la discussione alla Camera, dove in passato ci sono stati incidenti e tensioni con i franchi tiratori.
Riporta Attuale.

Per quanto riguarda i prossimi passi, il punto di partenza è l’intesa siglata tra i partiti di maggioranza ad inizio agosto, che prevede la presentazione di un emendamento condiviso sulle preferenze, mantenendo i capilista bloccati. A questo potrebbe aggiungersi un secondo emendamento per l’abolizione della norma anti-frammentazione, sulla quale pesano gravi dubbi di costituzionalità. Tuttavia, rimangono nodi complessi da affrontare. Il primo riguarda l’alternanza di genere nei capilista, essenziale per placare le proteste di un ampio schieramento di deputate e senatrici, che accusano la formulazione attuale di penalizzare le donne. Il secondo nodo è l’introduzione del meccanismo del ballottaggio per assegnare il premio di maggioranza, che ha guadagnato rinnovata attenzione dopo la proposta dell’ex presidente del Senato Marcello Pera. Secondo la sua proposta, il premio di governabilità andrebbe alla coalizione che al primo turno ottiene il 48% dei voti in entrambe le Camere; se nessuna coalizione supera questa soglia, si svolgerebbe un secondo turno tra le prime due forze che hanno superato il 38% dei consensi.

Questa ipotesi è sostenuta anche da Ignazio La Russa, che ieri ha dichiarato: “A questo punto, rivoluzionare all’ultimo minuto, mi pare più difficile. Non meno importante, ma più difficile”. Ha comunque ribadito la necessità di modificare la legge elettorale “per evitare un pareggio”. Sebbene non vi sia consenso totale all’interno di Fratelli d’Italia riguardo il ballottaggio, la premier ha autorizzato un approfondimento sul tema, tenendo conto anche del sostegno di Forza Italia, che ritiene che tale meccanismo possa tenere fuori Vannacci e i suoi seguaci dalla maggioranza. Al contrario, la Lega teme che ciò possa erodere il richiamo al voto utile al primo turno, rischiando di avvantaggiare Futuro nazionale.

Nel frattempo, le opposizioni si oppongono fermamente alla riforma, prevedendo anche manifestazioni per contrastare una legge che introducerebbe “surrettiziamente il premierato”. Secondo il dem Gianni Cuperlo, con il ballottaggio si creerebbe “un abito di sartoria su misura”. Dario Parrini ha aggiunto: “Vogliono il ballottaggio per paura di perdere”.

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