Rimuovendo Ranucci, la Rai innesca una nuova battaglia legale
La controversia attorno a Report si intensifica: dopo nove anni alla guida del programma, Sigfrido Ranucci affronta la sua rimozione, giudicando la decisione della Rai illegittima. Ieri, tramite una lettera di cinque pagine dai suoi avvocati Roberto De Vita e Stefano Rossi, ha formalmente contestato l’accaduto, chiedendo chiarimenti sulle presunte “pressioni” e “interferenze” che avrebbero giustificato la sua esclusione. In assenza di risposte entro sette giorni, Ranucci non esclude azioni legali per il reintegro e il risarcimento dei danni, riporta Attuale.
Questa nuova battaglia legale è solo l’ultimo episodio di tensione all’interno della redazione di Report. Sebbene l’equipaggio rimanga invariato, il cambio di comando suscita malcontento. Parte storica della redazione rifiuta le proposte di ruolo per Bernardo Iovene e Giulio Valesini, pianificando una conferenza stampa per difendere l’autonomia del programma. Iovene ha sottolineato come la rimozione di Ranucci sia stata percepita come un “atto politico di commissariamento”. Intanto, la data per la ripresa del programma è fissata per l’8 novembre, ma il ritmo verso il ritorno non è lineare.
La proposta della Rai per Iovene e Valesini come capi autori si è concretizzata in una decisione che ha trovato riscontro negativo in seguito all’annuncio della nuova conduzione da parte di Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. La proposta di “Report 2.0”, elaborata da una parte della redazione, includeva nomi interni per la conduzione, ma è stata scartata, alimentando il malcontento e il rifiuto di accettare l’incarico. Iovene ha dichiarato che, nonostante le incomprensioni interne, l’obiettivo comune rimane la difesa di Ranucci e l’integrità di Report. Il prossimo incontro con il direttore di Approfondimento, Paolo Corsini, è fissato per il 2 settembre; in caso di mancata revisione della proposta, sono previsti interventi pubblici a sostegno della redazione.
Il dibattito si estende alla politica, con Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, a difendere la decisione della Rai, denunciando Ranucci come un “signore che pescava nel torbido”. Anche Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, sostiene che si tratti di una “decisione inevitabile”, evidenziando le critiche mosse a Ranucci nel corso degli anni. Nel contempo, FdI contesta la concessione di spazi pubblici per Ranucci dopo sue dichiarazioni su Totò Riina, definite “inopportune” dal presidente provinciale Adriano Barba.
In opposizione, voci come quella di Luigi Marattin, segretario dei Liberaldemocratici, denunciano l’interferenza politica nella gestione della Rai, affermando che questa dovrebbe essere venduta per risolvere le problematiche legate agli attuali equilibri di potere e alle decisioni editoriali.