Islanda, referendum conferma il No all’adesione all’Ue con il 52,8% dei voti

31.08.2026 03:15
Islanda, referendum conferma il No all'adesione all'Ue con il 52,8% dei voti

Islanda: il referendum sull’ingresso nell’UE si chiude con una netta vittoria del «no»

Il referendum in Islanda, che ha chiesto ai cittadini se desiderassero riaprire le trattative per l’adesione all’Unione Europea, si è concluso con una decisa vittoria del «no», ottenendo il 52,8% dei voti. Questa vittoria potrebbe portare al ritiro definitivo della domanda di adesione, riporta Attuale.

La premier islandese Kristrún Frostadóttir ha dichiarato che il referendum ha messo in evidenza l’importanza della questione della pesca per il popolo islandese. Durante una conferenza stampa, ha affermato che l’80% della popolazione ha votato, rendendo questo risultato una vittoria per la democrazia. Tuttavia, ha riconosciuto che le discussioni relative all’adesione all’UE saranno messe da parte per un lungo periodo. La domanda di adesione, sospesa nel 2013, sarà ora ritirata formalmente? La premier ha sottolineato che la questione verrà discussa in Parlamento, con l’intento di chiudere questo capitolo in modo definitivo.

La pesca è uno dei settori cruciali per l’Islanda, contribuendo al 6% del PIL e al 40% delle esportazioni. Frostadóttir ha osservato che i regolamenti dell’UE sulla pesca sono considerati «peculiari», essendo l’Islanda già in grado di gestire autonomamente le proprie quote di cattura. La proposta dell’UE di maggiore flessibilità non è stata sufficiente a convincere gli elettori, i quali hanno manifestato la volontà di mantenere il controllo sulla propria industria peschiera.

Nel dibattito sul voto, figure di spicco come l’ex premier Katrín Jakobsdóttir hanno espresso la propria opposizione alla ripresa dei negoziati, evidenziando l’assenza di progressi in materia di pesca e agricoltura durante le precedenti trattative. Inoltre, molti nel governo sostengono che l’Islanda, essendo già parte del mercato unico e avendo una democrazia solida, dovrebbe essere trattata in modo differente rispetto ad altri stati candidati.

La risposta del governo islandese alla domanda di adesione è ora chiara: la questione sarà abbandonata a breve, e il popolo islandese ha fatto sentire la propria voce con chiarezza, optando per un futuro lontano dall’UE. Questo referendum segna dunque un importante passo per l’autodeterminazione della nazione.

1 Comment

  1. Non si può negare che la pesca sia fondamentale per l’Islanda, ma chi lo sa se davvero é stata una scelta saggia? Con le sfide attuali in Europa, abbandonare l’UE potrebbe portare più complicazioni che vantaggi… Mah, speriamo solo che possano gestirla bene!

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