Oggi l’Islanda vota su un possibile ripristino dei negoziati per l’adesione all’Ue

29.08.2026 14:05
Oggi l'Islanda vota su un possibile ripristino dei negoziati per l'adesione all'Ue

Islanda si prepara al voto per la ripresa dei negoziati di adesione all’UE

Oggi, circa 270.000 cittadini islandesi si recano alle urne per esprimere la loro opinione sulla possibilità di riprendere i negoziati di adesione con l’Unione Europea, interrotti nel 2013. Anche se formalmente il voto è consultivo, il governo ha garantito che onorerà il risultato. Se prevale il sì, Reykjavik riaprirà il dossier congelato sette anni fa, ma è previsto un ulteriore referendum per confermare eventuali accordi raggiunti, riporta Attuale.

La situazione si presenta incerta, con un sondaggio Gallup che anticipa una battaglia serrata: il no è al 51,6% e il sì al 48,4%. Questo spaccato riflette preoccupazioni concrete, come il costo della vita, l’accesso alle risorse ittiche e le recenti tensioni geopolitiche, specialmente nelle acque artiche e in relazione agli Stati Uniti.

L’Islanda è già fortemente integrata nell’Europa, facendo parte dello Spazio Economico Europeo e dell’area Schengen, ma non ha la possibilità di partecipare attivamente alla definizione delle leggi europee. Chi sostiene la ripresa dei negoziati sottolinea che se l’isola deve adottare gran parte della normativa comunitaria, bisognerebbe farlo da una posizione di potere, mentre i detrattori avvertono che ciò significherebbe cedere una quota di sovranità.

Uno dei maggiori ostacoli all’adesione riguarda la politica della pesca, cruciale per l’economia e l’identità nazionale. Entrare nell’UE significherebbe sottostare a regolazioni comuni riguardo alla pesca, spaventando chi è contrario per la potenziale perdita di autonomia nella gestione delle proprie acque. Negli anni precedenti, erano stati aperti 27 capitoli negoziali, di cui 11 chiusi, ma quello sulla pesca rimaneva irrisolto.

Le condizioni economiche hanno influenzato il dibattito. L’Islanda, inizialmente candidata all’adesione nel 2009 dopo la crisi finanziaria, affronta ora un’inflazione crescente e un tasso d’interesse della banca centrale all’8%. Coloro che sostengono la proposta vedono nell’integrazione europea un possibile stabilizzatore, mentre i contrari sospettano che l’adesione non risolverebbe problemi strutturali.

Il contesto geopolitico è profondamente cambiato rispetto al 2013. La guerra in Ucraina, le crescenti tensioni nell’Artico e le minacce di Donald Trump riguardanti la Groenlandia hanno reso il voto di oggi non solo un tema locale ma anche un argomento di rilevanza geopolitica. L’Islanda occupa una posizione strategica tra Groenlandia, Europa e Nord America, essendo un membro fondatore della NATO. Le acque circostanti costituiscono il “GIUK Gap”, un corridoio strategico per i sottomarini russi.

La possibilità che l’Islanda aderisca all’UE è di interesse per Bruxelles, poiché rafforzerebbe la posizione dell’Unione nell’Atlantico del Nord e nell’Artico, zone sempre più sotto l’attenzione di potenze globali come Russia e Cina. In caso di successo del sì, il ministro degli Esteri islandese stima che i negoziati potrebbero riprendere entro la fine dell’anno, con una durata prevista di 18-24 mesi;

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