Corriere muore a Piacenza: aveva 42 anni e stava per completare l’ultimo giorno di lavoro

01.09.2026 05:55
Corriere muore a Piacenza: aveva 42 anni e stava per completare l'ultimo giorno di lavoro

Tragedia a Piacenza: un corriere stroncato da un malore durante l’ultimo giorno di lavoro

Pasquale Andriotta, 42 anni, è morto a Piacenza mentre effettuava una delle ultime consegne nel suo ultimo giorno di lavoro da contrattualizzato a tempo determinato. La tragedia è avvenuta ieri, giorno in cui era previsto uno sciopero per protestare contro i carichi di lavoro insostenibili a cui i corrieri sono sottoposti, riporta Attuale.

Andriotta, iscritto alla Cgil, aveva scelto di lavorare comunque, temendo di rimanere senza lavoro. Mentre scaricava pacchi in vicolo del Guazzo, è stato colpito da un malore improvviso. Nonostante l’intervento immediato dei sanitari del 118, è deceduto al pronto soccorso. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i carabinieri, chiamati a ricostruire le circostanze dell’accaduto.

La situazione lavorativa di Pasquale riflette un problema più ampio all’interno del contratto di appalto Brt di Piacenza-Caorso, gestito da Afs Service, dove i colleghi di Andriotta avevano deciso di scioperare a causa di carichi di lavoro e turni sempre più pesanti. Il sindacato Filt Cgil denunciava già il deterioramento delle condizioni di lavoro, definendole “insostenibili”.

Il suo collega e amico ha commentato: “Non era un crumiro, ma due volte vittima”, evidenziando la tragedia di un uomo che ha perso la vita in un contesto di pressione lavorativa estrema. La scadenza del suo contratto, prevista per poche ore dopo l’incidente, ha aggiunto un ulteriore strato di drammaticità alla vicenda, poiché Pasquale temeva già di non ricevere il rinnovo.

La morte di Pasquale Andriotta solleva interrogativi sulla sicurezza e sulle condizioni di lavoro nel settore della logistica, spingendo a una riflessione più profonda sulle responsabilità dei datori di lavoro e sull’efficacia delle misure di protezione per i lavoratori. Il caso riaccende il dibattito sulla necessità di riforme nel settore, per garantire la sicurezza e il benessere dei lavoratori, che continuano a subire il peso di un sistema sempre più pressante e precario.

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