La redazione di Report alza la voce contro il cambio di conduzione di Rai
La redazione di Report ha proclamato uno stato di agitazione e si prepara a uno sciopero in risposta alla decisione “imposta dall’alto”, “arbitraria e non ancora motivata” della Rai di sostituire Sigfrido Ranucci alla conduzione, nominando Daniele Piervincenzi e Giulia Presutti come nuovi conduttori. Questa settimana è caratterizzata da incontri tra i giornalisti di Report e i vertici Rai, che si trovano anche ad affrontare il caso della conduttrice Francesca Fagnani, che a giugno aveva manifestato l’intenzione di rescindere il contratto in esclusiva, riporta Attuale.
In attesa di una risposta formale da parte dei legali di Ranucci, i quali richiedono chiarimenti sui motivi dell’allontanamento, il giornalista continua a esibirsi in Italia promettendo di lottare “per la libertà di stampa” e sostenendo i suoi colleghi: “Non permetteremo la distruzione di Report”, afferma. Ranucci sottolinea la situazione critica, evidenziando che i nuovi conduttori imposti siano difesi da media di destra. Inoltre, rivela che esistono imprenditori disposti a finanziare la causa per la libertà di stampa con ingenti somme di denaro. Nel frattempo, il gip di Roma, Livio Sabatini, ha rigettato la richiesta di scarcerazione dei due esecutori materiali dell’attentato contro un giornalista della Rai.
Nonostante le tensioni, i membri della redazione non considerano chiusa la questione e cercano attivamente una mediazione. In una nota, i giornalisti interni hanno chiesto di “correggere le decisioni prese”, che reputano inaccettabili per chi si identifica con i principi di Report. Sottolineano la necessità di essere coinvolti nel processo decisionale aziendale “per preservare autonomia e indipendenza” e annunciano la possibilità di ulteriori azioni di protesta, compreso lo sciopero. L’obiettivo è indurre i nuovi conduttori a ritirarsi. Giulia Innocenzi, una delle inviate, ha dichiarato in un’intervista che la redazione è pronta a dimettersi in blocco se la Rai non rivedrà la sua posizione, sacrificando la propria sicurezza economica per garantire la sopravvivenza di Report, che non deve “morire per un killeraggio politico”. Nonostante le turbolenze, Report è confermato per andare in onda l’8 novembre, anche se non sulla Rai.
Rai, da parte sua, non sembra intenzionata a retrocedere, ma ha programmato incontri con i giornalisti. Oggi, il direttore dell’Approfondimento, Paolo Corsini, si incontrerà con Bernardo Iovene e Giulio Valesini, inizialmente disponibili ad assumere ruoli di capi autori, ma che hanno poi rinunciato dopo aver appreso della nuova conduzione. Il 2 settembre, ci sarà un incontro in via Teulada, con colloqui separati tra Corsini, la redazione e i rappresentanti del programma. Una serie di faccia a faccia che definirà i prossimi passi da intraprendere.
Infine, il caso di Belve ha attirato l’attenzione dei Cinquestelle, i quali affermano: “L’emorragia in Rai non accenna a fermarsi e la situazione sta completamente sfuggendo di mano”. Sottolineano che se le voci sull’addio di Fagnani dovessero confermarsi, per TeleMeloni sarebbe un punto di non ritorno. Tra i dissapori tra la conduttrice e la Rai emerge la questione della successione alla guida di Chi l’ha visto?, un ruolo per il quale Fagnani si era dichiarata disponibile, ma che l’azienda ha deciso di assegnare a Raffaella Griggi.