Trump annuncia un controverso accordo sul petrolio venezuelano
Venerdì, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha proclamato un accordo sul petrolio del Venezuela definito come «IL PIÚ GRANDE ACCORDO PER IL PETROLIO NELLA STORIA DEL MONDO» e ha affermato che ridurrà «sostanzialmente» il prezzo della benzina negli Stati Uniti, senza oneri per i contribuenti. Tuttavia, il piano rimane poco chiaro e suscita numerose perplessità, riporta Attuale.
Secondo un documento della Casa Bianca, gli Stati Uniti acquisiranno una partecipazione del 35% nella North American Blue Energy Partners (NABEP), un’azienda venezuelana privata. La NABEP, che già si posiziona come la seconda compagnia petrolifera privata del Venezuela dopo Chevron, otterrà una concessione di 100 anni su 17 giacimenti petroliferi, che contengono circa 65 miliardi di barili di petrolio. Tuttavia, la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha dichiarato in precedenza che la concessione durerebbe solo 25 anni.
Il Venezuela possiede tra il 17 e il 18% delle riserve mondiali di petrolio ma produce solo circa l’1% del totale, con una produzione massima di 3-3,5 milioni di barili al giorno negli anni ’90, ora nettamente calata anche a causa delle sanzioni statunitensi. Ultimamente, la produzione era scesa a circa 500.000-800.000 barili, ma con il nuovo governo di Rodriguez, le esportazioni sono aumentate, raggiungendo 1,26 milioni di barili al giorno a maggio, con previsioni di aumento fino a 1,37 milioni entro la fine dell’anno.
Tuttavia, gli investimenti necessari per ristrutturare le infrastrutture petrolifere danneggiate dal malgoverno e dalla corruzione potrebbero richiedere anni. La situazione complicata del Venezuela e il suo petrolio di qualità inferiore rendono difficile prevedere una riduzione immediata dei prezzi della benzina negli Stati Uniti, un’esigenza urgente per Trump in vista delle elezioni di metà mandato, programmate per il 3 novembre.
Inoltre, l’accordo sembra contraddire la Costituzione venezuelana, che vieta la vendita all’estero delle riserve di petrolio, e non è stato ottenuto attraverso un bando pubblico; è stato siglato da un governo la cui legittimità è contestata. Investitori privati dovrebbero affrontare la competizione con una compagnia privata venezuelana sostenuta dagli Stati Uniti, una situazione senza precedenti.
Infine, mancano dettagli su come l’accordo influenzerà la Petróleos de Venezuela Sociedad Anónima (PDVSA), l’azienda statale fondamentale per la gestione del petrolio nel paese, che sembra non essere inclusa nell’intesa, evidenziando ulteriori ambiguità e sfide per un’accordo che si preannuncia controverso.