Imminente annullamento del processo per Lindsay Clancy, accusata dell’omicidio dei suoi tre figli
Il giudice del processo a Lindsay Clancy è pronto a dichiarare nullo il processo. Dopo cinque settimane di discussioni e sei giorni e mezzo di deliberazione, la giuria non è riuscita a trovare un verdetto unanime, riporta Attuale.
Tuttavia, l’avvocato difensore Kevin Reddington ha chiesto un’ora di tempo al giudice per presentare un ricorso d’urgenza alla Corte Suprema contro la decisione di annullare il processo. Questo potrebbe portare la giuria a deliberare un ulteriore giorno, anche se secondo quanto riferito dal New York Times, è improbabile che la Corte suprema conceda una tale sospensione.
Reddington ha deciso di presentare ricorso ritenendo che solo un giurato su dodici non sia orientato verso l’assoluzione per incapacità criminale, il che potrebbe condurre a una condanna per infermità mentale. Questa mattina ha chiesto al giudice di rimuovere il giurato, che secondo lui non sta seguendo correttamente le istruzioni sul “ragionevole dubbio”, ma il giudice William Sullivan ha rifiutato, spiegando di non poter schierarsi né con il giurato né con gli altri dodici.
Immediatamente dopo l’annuncio dell’intenzione di annullare il processo, Clancy è stata condotta fuori dall’aula, mentre i familiari sono usciti in silenzio, in attesa di conoscere l’esito del ricorso.
Se il giudice deciderà di dichiarare nullo il processo, potrebbero verificarsi diversi scenari. L’accusa potrebbe ripresentare le prove di fronte a una nuova giuria avviando un nuovo processo, oppure potrebbe negoziare con la difesa un patteggiamento. Un’altra opzione sarebbe il ritiro completo delle accuse. In situazioni simili, come sottolineato dalla BBC, i pubblici ministeri tendono sempre a richiedere un nuovo processo.
Se verrà programmato un nuovo processo, Clancy, attualmente sotto procedimento per l’omicidio dei suoi tre figli avvenuto in Massachusetts il 24 gennaio 2023, rimarrà nella stessa struttura psichiatrica in cui si trova adesso.
La complessità della decisione è accentuata dalla difesa, la quale sostiene che Clancy non è penalmente responsabile per le morti dei figli a causa di una psicosi post-partum che l’ha portata a soffrire di allucinazioni. In un racconto drammatico, Clancy ha spiegato di aver udito una voce che le ordinava di uccidere i bambini e poi sé stessa per trovare la pace. Dopo aver strangolato i figli, ha tentato di suicidarsi, tagliandosi i polsi e il collo, prima di gettarsi dalla finestra del secondo piano. È sopravvissuta, ma attualmente è costretta alla sedia a rotelle.