L’AfD ha conquistato l’Est tedesco, etichettarla come fascista è inutile

07.09.2026 09:25
L'AfD ha conquistato l'Est tedesco, etichettarla come fascista è inutile

Il rischio della destra radicale in Germania: l’analisi di Ingo Schulze

DALLA NOSTRA INVIATA
MAGDEBURGO – Ingo Schulze ha espresso preoccupazione per il crescente riconoscimento da parte dell’AfD nella Germania orientale, descritta come una Germania originaria priva di stranieri. L’autore, già associato alla Ddr, si trova frastornato dall’inaspettato successo elettorale di questo partito, che sta raggiungendo risultati impensabili, riporta Attuale.

Schulze, considerato uno dei principali rappresentanti della letteratura della ex Germania orientale, riflette su come la sua visione della Ddr aiuti a comprendere le dinamiche attuali. “Non ho mai pensato che l’AfD potesse raggiungere tale potere e ora sono sorpreso”, ha dichiarato.

Il suo legame con la Ddr lo porta a chiedersi se l’AfD stia recuperando dettami del passato, ignorando gli aspetti violenti e repressivi del regime. “L’immagine della Ddr contiene un potenziale per contrastare l’estrema destra”, sostiene, enfatizzando i tratti progressisti della società dell’epoca, come l’uguaglianza di genere e l’istruzione pubblica.

Schulze critica l’AfD per il suo racconto distorto della storia. Mentre il partito si concentra sulla narrativa della Ddr senza stranieri, egli fa notare che non riporta gli insegnamenti progressisti di quel periodo. “Se ci si limita a evidenziare solo gli aspetti repressivi, diventa difficile contrastare il loro racconto”, afferma.

Rispondendo alla domanda se consideri l’AfD fascista, Schulze evita di etichettare direttamente il partito, ritenendo più utile un’analisi accurata della sua ideologia. “Se arrivassero al potere, potrebbero causare danni enormi all’educazione e alla cultura”, ha avvertito. “La loro visione è etnica piuttosto che sociale”.

Un altro punto critico sollevato da Schulze riguarda il tentativo dell’AfD di riscrivere la cultura e la storia. Ricorda un episodio recente in cui un’insegnante è stata minacciata per aver definito l’Illuminismo un movimento internazionale. “Questo attacco ha messo in difficoltà tanti educatori che temono rappresaglie, il che potrebbe avere implicazioni devastanti per l’istruzione e la cultura”, ha commentato.

Nell’intervista, Schulze riflette anche sul modo in cui l’AfD utilizza la retorica storica. “Coloro che nel 1989 chiedevano una Germania unita ora sono quelli che reclamano la ‘completamento’ della rivoluzione”, evidenzia, sottolineando che nessun altro partito ha saputo appropriarsi della tradizione dell’Est in modo positivo.

Infine, Schulze analizza anche la percezione della Russia tra i tedeschi dell’Est, notando che molti non provano ostilità verso Mosca, ma piuttosto verso gli Stati Uniti. “In Germania occidentale, la Russia evoca paura; nell’Est, la situazione è diversa”, chiarisce.

Conclusivamente, Schulze sottolinea l’importanza di offrire un’alternativa all’attuale stato di cose, enfatizzando la necessità di una narrazione che non si limiti a difendere lo status quo. “La nostra priorità deve essere quella di costruire la pace in Ucraina e con l’Iran”, conclude, invitando a non perdere di vista la possibilità di cambiamento.

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