La sfida politica tedesca: l’AfD cerca di formare il governo
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BERLINO – I leader dell’AfD, Alice Weidel e Ulli Siegmund, mostrano atteggiamenti contrastanti dopo il successo elettorale. «Caro Ulli, sei il successo della Sassonia-Anhalt», afferma la Weidel, insistendo sul fatto che «la gente vuole un cambiamento politico» e che il partito accoglie l’invito a governare, riporta Attuale.
Tuttavia, Siegmund, il vincitore, adotta un tono più cauto. Ha guidato una campagna che ha mobilitato 150.000 elettori, molti dei quali non votavano da anni. «Il nostro obiettivo è restare fedeli a noi stessi, senza compromessi su sicurezza e immigrazione», afferma Siegmund, sottolineando che eventuali alleanze devono rispettare le proposte del suo partito «al cento per cento». Per adesso, l’ex candidato afferma che si presenterà al Landtag solo se esiste una maggioranza stabile a sostenerlo, rinviando la sua eventuale nomina a ministro-presidente e aprendo la porta a nuove elezioni se necessario.
La situazione è complessa. Poche ore dopo il trionfo, i leader dell’AfD stanno considerando le difficoltà nel formare il primo governo di estrema destra in Germania dopo la Seconda guerra mondiale. Siegmund, pur essendo stato il motore trainante della campagna, dovrà affrontare la realtà della governance.
Ciò che emerge è un quadro strategico diviso in tre opzioni. In primo luogo, l’AfD sta consultando altre forze politiche, come la Cdu, per possibili alleanze, specialmente nelle sezioni dell’Est, dove alcuni dirigenti non si oppongono al partito. Si prevede che Siegmund tenterà di costruire un’alleanza AfD-Cdu, nonostante le probabilità siano basse a causa della determinazione di Berlino di fermare qualsiasi movimento verso destra all’interno della Cdu.
In secondo luogo, Siegmund esplora la possibilità di attrarre transfughi da altri partiti, cercando di mettere insieme una maggioranza stabile. Tuttavia, questo approccio è considerato una manovra a bassa politica, poiché un candidato anti-sistema utilizza tali strategie per la propria legittimazione.
Infine, c’è la possibilità di un sostegno esterno dal BSW, il partito rosso-bruno di Sahra Wagenknecht, che si è dimostrato disposto a rispettare la «volontà democratica» dei suoi elettori. Un’astensione da parte del BSW al terzo scrutinio potrebbe consentire a Siegmund di acquisire una maggioranza relativa, ma governare con una figura come Wagenknecht comporterebbe notevoli difficoltà, poiché significerebbe cedere a una leadership instabile e inflessibile.
La formazione del nuovo governo tedesco si delinea come una partita complessa, con l’AfD che si trova a dover bilanciare ambizioni politiche e realtà pratiche, mentre Siegmund affronta l’importante sfida di mantenere la sua promessa elettorale.