Oggi, 8 settembre, la Direzione Disciplinare Nazionale ha espulso Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, da Futuro Nazionale. La decisione è stata presa a seguito delle sue ripetute dichiarazioni sui social e nella stampa, ritenute dannose per gli altri membri del partito, riporta Attuale.
L’annuncio dell’espulsione in un lancio di agenzia: «Nessuna interlocuzione interna»
«Ho appreso dell’espulsione tramite amici giornalisti. Non c’è stato confronto né chiarimenti con i fondatori», ha dichiarato Sforzini. La notizia è stata considerata inattesa, nonostante le polemiche già diffuse in rete riguardanti un conflitto interno tra Sforzini e Roberto Jonghi Lavarini, attivista della destra radicale. Sforzini ha minimizzato il ruolo di Lavarini, affermando che è un estraneo al partito, il quale non esprime le istanze interne ma si dedica a polemiche esterne.
L’annuncio di una seconda espulsione imminente
Il caso di Sforzini potrebbe non essere isolato. Secondo Francesco Saita di Adkronos, un’altra espulsione è imminente, riguardante Stefano Ruvolo, imprenditore e fondatore di «Patto per l’Italia». La lettera di espulsione sarebbe già pronta, con Ruvolo che potrebbe riflettere sull’ultima decisione, considerato il suo legame con la sede di Futuro Nazionale.
Le ragioni dell’espulsione: «Le accuse alle cornacchie nere». «Vannacci? Influenzato»
Sforzini ha sostenuto che non è stato il conflitto con Lavarini a causare la sua espulsione, ma piuttosto una serie di considerazioni culturali, comprese critiche nei confronti delle «cornacchie nere», che secondo lui hanno influenzato negativamente Roberto Vannacci, affermando: «Lui non è fascista, ma la sua classe dirigente lo è».
Le accuse di Sforzini
Sforzini, membro storico del movimento con tessera numero 18, ha dichiarato che avrebbe continuato a lavorare per una destra moderna. Ha criticato l’approccio del partito, in particolare la nuova parte del programma che trascurerebbe temi cruciali come difesa e sicurezza, proponendo invece temi percepiti come moralmente invasivi e retrogradi.
«Il clima da Ventennio nel partito ormai non piace a molti
I segnali di difficoltà all’interno del partito erano già evidenti con l’uscita di Luca Bellotti, ex assessore regionale, che ha abbandonato Futuro Nazionale per dissensi sulle sue posizioni. Bellotti ha espresso rammarico, mentre Sforzini ha invitato a trovare soluzioni interne invece di abbandonare il partito.
Il dissenso dentro Futuro Nazionale
Alla luce delle recenti espulsioni, Sforzini ha sottolineato il crescente malcontento all’interno di Futuro Nazionale, precisando che vi è chi è più disposto a esprimere dissenso e chi è più timoroso. Ha anche commentato le recenti accuse contro Vannacci, esprimendo una chiara posizione atlantista rispetto al conflitto in Ucraina. Infine, ha denunciato la mancanza di discussione interna nel partito, descrivendola come un pregiudizio significativo per il futuro della formazione politica.