Risultati elettorali in Sassonia-Anhalt segnano la fine dell’era CDU come partito di integrazione della destra
Il recente esito elettorale in Sassonia-Anhalt ha segnato un punto di svolta per la politica tedesca, con Giovanni di Lorenzo, direttore del settimanale Die Zeit, che afferma che l’Unione cristiano-democratica (CDU) non è più vista come il principale partito in grado di integrare la destra. Secondo lui, “con il risultato di domenica in Sassonia-Anhalt è probabilmente finito il vecchio sistema tedesco”, indicando un significato storico delle votazioni, riporta Attuale.
Il successo dell’Alternative für Deutschland (AfD), considerato di estrema destra, ha sorpreso molti. “La sorpresa è che un partito non solo considerato di estrema destra dai servizi civili, ma che si esprime come tale e ha condotto una campagna elettorale aggressiva, mai vista in Germania, sfiori la maggioranza assoluta”, ha spiegato di Lorenzo, sottolineando le gravi conseguenze per i partiti di centro e di sinistra.
Riguardo alla strategia della CDU di mantenere una “Brandmauer”, un cordone sanitario per escludere l’AfD, di Lorenzo ha detto che non sta funzionando: “Serve per proteggere i cristiano-democratici stessi, rifiutando la retorica di AfD. Ma se prima delle elezioni la CDU avesse annunciato la fine dell’opposizione a ogni collaborazione con l’AfD, avrebbe ottenuto risultati ancora peggiori”.
La crisi di fiducia nel governo attuale è palpabile, con solo il 17% del voto tedesco che considera efficace l’attuale coalizione berlinese. “Il malcontento contro il governo è generale”, ha affermato di Lorenzo, evidenziando il rischio di un cortocircuito tra sfiducia nel governo e nel sistema democratico stesso. Anche se l’AfD non raggiunge il 40% nei sondaggi nazionali, è comunque il partito leader con il 28% delle preferenze.
Di Lorenzo ha anche sottolineato fattori specifici che influenzano il sostegno all’AfD nelle regioni orientali, come l’assenza di investimenti e la crisi demografica. “Si portano dietro molte delusioni legate alla riunificazione e alle speranze disattese”, ha detto, evidenziando che il tema principale di insoddisfazione rimane l’immigrazione.
Secondo il direttore, la radicalizzazione della destra tedesca è un fenomeno distintivo, in contrasto con movimenti di destra in altri paesi europei che tendono a spostarsi verso il centro. “Credo che questa caratteristica rimarrà un’esclusiva tedesca”, ha affermato, avvertendo che la destra radicale tedesca potrebbe non avere emuli altrove.
Infine, di Lorenzo ha commentato l’affermazione di Joschka Fischer, secondo cui l’AfD desidera una Germania prussiana e nazionalista, al posto di quella europeista e occidentale. “Il nazionalismo aggressivo in Germania è sempre stato come un lupo in letargo, e sarebbe stato meglio non svegliarlo, come sta facendo l’AfD”, ha concluso, suggerendo che questioni come la fornitura di armi all’Ucraina stanno intensificando questa sensibilità. “La preoccupazione qui non è tanto per l’affetto per Putin, quanto per il rifiuto di dirottare miliardi che dovrebbero essere spesi in Germania”, ha aggiunto.
La possibile governabilità dell’AfD in Sassonia-Anhalt suscita dubbi: «Paradossalmente, poche conseguenze», ha detto di Lorenzo. “AfD ha promesso tante cose, ma poche sono realizzabili”, evidenziando i limiti finanziari della regione. “Non ha alcun margine di manovra e, se andasse al governo regionale, rivelerebbe il bluff, e l’incanto finirebbe immediatamente”.