Bruxelles presenta il nuovo “Affordable Housing Act” per affrontare la crisi abitativa in Europa
BRUXELLES – La crisi della casa si sta posizionando sempre più in alto nell’agenda europea. Mercoledì 9 settembre, la Commissione Europea ha presentato a Bruxelles l’Affordable Housing Act, proposta di “Regolamento europeo per l’abitazione accessibile”, mirata a fornire a autorità nazionali, regionali e locali un quadro giuridico comune per affrontare le aree dove i prezzi e gli affitti hanno reso sempre più difficile trovare un’abitazione a costi sostenibili, riporta Attuale.
Presentato dalla vicepresidente esecutiva Teresa Ribera e dal commissario per l’Energia e l’Edilizia abitativa Dan Jørgensen, il provvedimento punta a garantire accesso a abitazioni economicamente accessibili, sostenibili e di buona qualità. L’Affordable Housing, secondo la Commissione, non si limita alla sola edilizia sociale, ma abbraccia un concetto più ampio di abitazione il cui costo, in acquisto o in affitto, sia sostenibile rispetto al reddito delle famiglie.
La situazione è critica, con i prezzi delle abitazioni nell’UE aumentati di oltre il 60% e gli affitti medi cresciuti di circa il 20% dal 2013, con incrementi ancora più marcati in molte aree urbane. Nonostante ciò, Bruxelles ha chiarito che non verrà imposto un divieto per le seconde case o gli affitti brevi, mantenendo la competenza sulla politica abitativa principalmente a livello nazionale e locale. La proposta definisce le condizioni in cui le autorità competenti possono intervenire in situazioni di emergenza abitativa.
Uno dei punti centrali è la definizione delle “aree sotto stress abitativo”. Non sarà sufficiente lamentarsi dei prezzi elevati; saranno necessari dati oggettivi e verificabili. L’indicatore principale sarà il rapporto tra il prezzo medio delle abitazioni e il reddito disponibile pro capite, con una soglia fissata a otto, corrispondente a otto anni di reddito per acquistare una casa media.
Le autorità potranno intervenire per limitare gli affitti turistici di breve durata e, in circostanze specifiche, sui diritti di acquisto e utilizzo di immobili non destinati a residenza principale. Tuttavia, le amministrazioni comunali dovranno dimostrare che l’attività di affitto breve ha avuto un impatto negativo significativo sulla disponibilità e sull’accessibilità economica delle abitazioni, un requisito necessario per ogni azione intrapresa.
Importante è la distinzione per i proprietari: le locazioni brevi delle abitazioni principali sono escluse dalle restrizioni. Tuttavia, limiti potranno essere imposti per seconde case e immobili destinati agli affitti turistici nelle aree verificate sotto pressione. Il testo affronta anche il problema degli immobili lasciati vuoti a lungo, prevedendo che eventuali misure considerino le circostanze del proprietario, inclusa l’assenza temporanea per motivi di lavoro, studio o salute.
Le restrizioni relative all’acquisto si applicheranno solo agli immobili acquistati dopo l’entrata in vigore della misura locale, con dovute garanzie procedurali per proprietari, cittadini e imprese coinvolte. Le misure avranno una durata massima iniziale di cinque anni, prorogabile solo dopo una nuova verifica sul contesto.
L’obiettivo del pacchetto è quello di aumentare l’offerta per la residenza stabile, riducendo la pressione su prezzi e affitti. Tuttavia, la Commissione riconosce che intervenire su seconde case e affitti brevi non può risolvere singolarmente il problema; è fondamentale incrementare l’offerta abitativa attraverso una vivace costruzione di nuove case e il recupero di quelle attualmente inutilizzate.
La strategia europea prevede nuove costruzioni, ristrutturazioni e un’accelerazione dei processi autorizzativi, insieme a crescenti investimenti pubblici e privati. Questo equilibrio complesso mira a fornire strumenti efficaci per affrontare l’emergenza abitativa, mantenendo i diritti di proprietà e garantendo che ogni limitazione sia giustificata e proporzionata, trasparente e contestabile. Ora la proposta passerà al Parlamento europeo e al Consiglio per l’iter legislativo, segnando un importante passo nella lotta contro la crisi della casa in Europa.