Nella sua recente intervista con Claudio Cerasa per Il Foglio, la premier Giorgia Meloni ha descritto la sua esperienza al governo come una sfida, affermando che in alcune giornate sembra «nuotare nella colla». Meloni ha anche discusso il suo rapporto con Trump e le divergenze con Draghi riguardo il futuro dell’Unione Europea, riporta Attuale.
La frecciata di Meloni a Vannacci: «il Mago di Oz»
Rispondendo a una serie di domande, Meloni ha parlato di convergenze politiche con forze contrarie alla difesa militare di Kiev, un tema divisivo per la Lega e l’area guidata da Roberto Vannacci. Criticando l’atteggiamento di Vannacci, la premier ha paragonato il suo stile a quello del film Il Mago di Oz, rivelando la sua avversione per chi cerca un governo pronto a cambiare linea a seconda degli appoggi parlamentari. La premier ha anche etichettato la leadership di Conte e Schlein con Una poltrona per due e Ritorno al futuro per Renzi.
Perché Meloni non è d’accordo con Draghi sul futuro dell’Ue
Meloni ha espresso il suo disaccordo con Mario Draghi sulla necessità di un’Europa più federale, ritenendo che il superamento dell’unanimità e la creazione di un’Europa federale comprometterebbero la sovranità statale. Propone invece un modello confederale, che preservi l’autonomia dei paesi membri ma migliori la cooperazione su questioni strategiche.
Cosa pensa Meloni dell’ascesa dell’AfD in Germania
Commentando l’emergere dell’AfD in Germania, la premier ha sottolineato la crescita di movimenti in Europa focalizzati sulla difesa dell’identità nazionale e sul contrasto all’immigrazione illegale. Meloni ha criticato l’approccio dell’establishment di emarginare questi partiti, suggerendo che la chiave per il successo politico sta nell’ascoltare le esigenze degli elettori.
Il rapporto complicato con Trump
Riguardo al suo rapporto con Trump, Meloni ha notato le tensioni iniziali dovute a divergenze ideologiche, sottolineando l’importanza di mantenere una forte alleanza transatlantica, indipendentemente da chi occupi la Casa Bianca. Ha auspicato una maggiore integrazione della difesa europea nell’ambito della NATO e una strategia pragmatica per rafforzare l’industria europea.
La critica che «più l’ha ferita» negli anni al governo
Alla domanda su quale critica l’ha maggiormente colpita, Meloni ha ammesso di essere abituata alle critiche, sottolineando che esse spingono a migliorare. Ha citato in particolare le accuse infondate a suo carico, ma ha espresso il suo dolore per gli attacchi subiti da coloro che le sono vicini, riaffermando la difficoltà del governo e l’inevitabile complessità di governare un paese.