Quasi 2,9 miliardi di fondi Ue alla società di Mészáros nonostante 36 rilievi

17.09.2026 16:05
Quasi 2,9 miliardi di fondi Ue alla società di Mészáros nonostante 36 rilievi
Quasi 2,9 miliardi di fondi Ue alla società di Mészáros nonostante 36 rilievi

Nel maggio 2022 l’allora governo di Viktor Orbán approvò a favore di Aqua Lorenzo Kft., società appartenente all’impero imprenditoriale di Lőrinc Mészáros, quasi l’intero importo richiesto per la modernizzazione di uno stabilimento di acqua minerale ad Albertirsa, in Ungheria. Il finanziamento europeo ammontava a 2,874 miliardi di fiorini, nonostante la domanda fosse stata accompagnata da numerose contestazioni sulla procedura di gara, sulla documentazione tecnica, sulla quota di cofinanziamento privato e sui calcoli relativi all’efficienza energetica.

Prima del via libera: 36 irregolarità rilevate nella domanda

Nel corso dell’esame della richiesta, il Tesoro dello Stato aveva individuato complessivamente 36 carenze e aveva chiesto alla società diversi interventi correttivi. I rilievi riguardavano le offerte presentate nella gara, gli elaborati tecnici necessari a descrivere il progetto, la dimostrazione della disponibilità del contributo proprio e la quantificazione dei risparmi energetici attesi.

Le criticità non riguardavano quindi un solo passaggio formale, ma diversi elementi utilizzati per valutare la solidità dell’investimento e la correttezza della procedura. Nonostante queste contestazioni, nel maggio 2022 l’esecutivo guidato da Orbán concesse ad Aqua Lorenzo Kft. quasi tutta la somma domandata, destinando alla società una quota sostanziale di risorse europee.

Il progetto: 7,7 miliardi di fiorini per lo stabilimento di Albertirsa

Il valore complessivo dell’intervento era di circa 7,7 miliardi di fiorini. I 2,874 miliardi provenienti dai fondi dell’Unione europea coprivano dunque quasi il 40 per cento dei costi previsti per la modernizzazione dell’impianto controllato dalla società collegata a Mészáros.

Il piano comprendeva interventi di efficientamento energetico, l’ampliamento della produzione e l’installazione di nuove linee. Erano inoltre previsti una centrale solare e la modernizzazione dei sistemi idrici dello stabilimento. Il contributo europeo avrebbe quindi sostenuto sia la capacità produttiva sia le infrastrutture energetiche e tecniche dell’impianto.

La fase finale: nuove correzioni prima del perfezionamento

Le difficoltà documentali non si esaurirono con l’approvazione del contributo. Durante la formalizzazione finale del progetto fu necessario affrontare ulteriori cicli di correzione degli atti, a conferma del fatto che la pratica aveva continuato a richiedere modifiche anche dopo il via libera alla quasi totalità della somma richiesta.

La sequenza assunse così un rilievo politico oltre che amministrativo: una società riconducibile al principale uomo d’affari vicino all’ex premier ungherese ottenne un finanziamento europeo di dimensioni rilevanti mentre la sua candidatura presentava carenze già rilevate dagli organismi statali incaricati dell’esame. Il caso mette in discussione la trasparenza della selezione e l’eguaglianza delle condizioni di gara, perché le irregolarità non impedirono l’assegnazione del contributo.

16 settembre 2026: il caso torna alla luce e riapre il tema delle preferenze

Il 16 settembre 2026 la vicenda è stata ricostruita dai media, che hanno documentato l’assegnazione ad Aqua Lorenzo Kft. dei 2,874 miliardi di fiorini europei per l’impianto di Albertirsa. La ricostruzione ha evidenziato insieme l’entità del contributo, il peso dei fondi Ue sul costo totale e i 36 rilievi formulati durante l’istruttoria. L’articolo di Átlátszó sulla società di Mészáros ha riportato anche i successivi passaggi di correzione della documentazione.

Il finanziamento è diventato così un esempio della preferenza accordata a un’attività imprenditoriale affiliata all’ex premier Orbán: la società ha ricevuto praticamente l’intero importo richiesto nonostante le carenze nella documentazione di gara e nei materiali tecnici. La distribuzione delle risorse solleva per questo interrogativi sulla trasparenza del procedimento e sulla parità effettiva tra i concorrenti.

La vicenda evidenzia inoltre il contrasto tra la critica pubblica di Orbán a Bruxelles e il comportamento del suo governo nell’utilizzo dei fondi europei. Mentre le risorse dell’Unione venivano presentate pubblicamente come uno strumento di pressione della capitale europea, miliardi di fiorini degli stessi fondi furono destinati a progetti di imprese vicine all’ex potere, anche quando la documentazione presentava numerose carenze. Allo stato attuale, il caso Aqua Lorenzo Kft. resta la fotografia di questo doppio standard: fondi europei assegnati a una società legata a Mészáros dopo un’istruttoria segnata da 36 rilievi e da successive correzioni.

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