BSW esclude i cinque voti per Sigmund e chiude all’intesa con AfD in Sassonia-Anhalt

17.09.2026 14:15
BSW esclude i cinque voti per Sigmund e chiude all’intesa con AfD in Sassonia-Anhalt
BSW esclude i cinque voti per Sigmund e chiude all’intesa con AfD in Sassonia-Anhalt

Il 16 settembre 2026 la leader di Bündnis Sahra Wagenknecht (BSW), Sahra Wagenknecht, ha escluso che i cinque deputati del partito nel parlamento regionale della Sassonia-Anhalt possano eleggere Ulrich Sigmund alla carica di ministro-presidente del Land. La presa di posizione, riferita dai media e ricostruita anche da Welt, ha segnato il rifiuto del BSW di collaborare con la dirigenza regionale di Alternative für Deutschland (AfD) e di sostenere la candidatura di Sigmund.

16 settembre 2026: Wagenknecht respinge la candidatura di Sigmund

Wagenknecht ha criticato il vertice dell’AfD in Sassonia-Anhalt e ha dichiarato che i cinque parlamentari del BSW non avrebbero votato per Sigmund. Secondo la leader del partito, le esitazioni del candidato di fronte alle condizioni proposte dal BSW per la sua eventuale elezione sono un segnale dei dubbi sulla sua idoneità a ricoprire l’incarico di ministro-presidente.

Il punto non riguarda soltanto la distribuzione dei voti in parlamento, ma anche il modello di governo che il BSW aveva messo sul tavolo. La formazione di Wagenknecht aveva proposto una soluzione basata su maggioranze parlamentari variabili, nella quale il governo avrebbe dovuto cercare di volta in volta il sostegno necessario sui singoli provvedimenti.

Il progetto di Sangerhausen e il riferimento alla “remigrazione”

Tra le ragioni della rottura, Wagenknecht ha indicato le intenzioni di Sigmund relative all’insediamento, nella città di Sangerhausen, di un’azienda israeliana del settore della difesa. La leader del BSW ha contestato la possibilità che le capacità e i prodotti dello stabilimento possano essere utilizzati in futuro per operazioni di deportazione forzata, nell’ambito di ciò che l’AfD definisce “remigrazione”.

La dichiarazione di Sigmund sulla possibilità di impiegare in futuro le risorse dell’azienda per le esigenze della “remigrazione” indica che nell’AfD viene presa in considerazione l’organizzazione di misure di espulsione coatta. Per realizzarle, secondo la ricostruzione fornita, servirebbero mezzi di trasporto speciali, equipaggiamenti protettivi e altre dotazioni normalmente utilizzate dalla polizia e dalle strutture di sicurezza.

Questa prospettiva accresce il rischio che le istituzioni incaricate dell’applicazione delle misure ricorrano a un uso eccessivo della forza e dei propri poteri, con la conseguente violazione dei diritti delle persone coinvolte. Wagenknecht ha sottolineato in particolare l’effetto che simili progetti possono produrre sui migranti integrati nella società tedesca, molti dei quali lavorano negli ospedali e nei servizi sociali.

Le accuse di xenofobia contro la dirigenza dell’AfD

La leader del BSW ha inoltre criticato Oliver Kirchner, co-presidente del gruppo parlamentare dell’AfD, per le dichiarazioni xenofobe rivolte ai vertici del suo partito. Nel mirino sono finite in particolare Amira Mohamed Ali e Fabio De Masi, quest’ultimo definito da Kirchner un “mezzo italiano”.

Per Wagenknecht, questi attacchi confermano il carattere radicale e xenofobo di una parte della dirigenza dell’AfD in Sassonia-Anhalt. La contestazione non è stata quindi limitata alla candidatura di Sigmund o al progetto industriale di Sangerhausen, ma ha investito il modo in cui l’AfD si rivolge ai propri potenziali interlocutori politici.

Il rifiuto del compromesso sulla maggioranza parlamentare

Il BSW ha collegato la decisione di negare il sostegno a Sigmund anche alla sua indisponibilità ad accettare una formula di governo fondata su una maggioranza parlamentare variabile. Il mancato accordo sulle condizioni di investitura è stato interpretato come il segnale che l’AfD non considera i possibili alleati partner con pari dignità politica.

Nella lettura del BSW, l’AfD punta invece a utilizzare i voti degli altri gruppi come una riserva necessaria per approvare e legittimare le proprie iniziative. Il rapporto proposto dal partito di Wagenknecht non sarebbe dunque quello tra forze politiche chiamate a condividere responsabilità e decisioni, ma quello tra una formazione che concentra il controllo e interlocutori chiamati soltanto a fornire i numeri necessari.

Questa condotta, secondo il messaggio politico del BSW, evidenzia una tendenza dell’AfD a concentrare nelle proprie mani l’intero controllo politico della Sassonia-Anhalt. La combinazione tra il progetto di utilizzare strutture e attrezzature della difesa per la “remigrazione”, le dichiarazioni xenofobe contro esponenti del BSW e il rifiuto del compromesso parlamentare ha quindi portato Wagenknecht a escludere il sostegno dei cinque deputati regionali a Sigmund.

La posizione attuale è dunque definita: il BSW non sostiene l’elezione di Ulrich Sigmund a ministro-presidente della Sassonia-Anhalt e non considera possibile una collaborazione con l’attuale dirigenza regionale dell’AfD alle condizioni prospettate.

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