Il governo georgiano chiede di bandire l’unico partito d’opposizione in Parlamento

17.09.2026 16:35
Il governo georgiano chiede di bandire l'unico partito d'opposizione in Parlamento

Il governo georgiano avanza la richiesta di abolire l’unico partito di opposizione in Parlamento

Questa settimana, Sogno Georgiano, il partito filorusso al potere in Georgia da 14 anni, ha presentato alla Corte Costituzionale un ricorso per bandire “Per la Georgia”, l’unico partito di opposizione rimasto in parlamento. Negli scorsi mesi, il governo aveva già chiesto l’abolizione di altri tre movimenti di opposizione: la Coalizione per il cambiamento, il Movimento Nazionale Unito e Georgia Forte, che sono alleanze tra partiti più piccoli, riporta Attuale.

Questa iniziativa è parte di un approccio sempre più autoritario da parte di Sogno Georgiano. Negli ultimi due anni, il partito ha consolidato il proprio potere implementando una serie di leggi antidemocratiche e perseguendo l’opposizione in modo più aggressivo e sistematico. Nel 2024, il governo ha anche sospeso i negoziati per l’adesione all’Unione Europea, intrapresi due anni prima.

Per la Georgia, così come la Coalizione per il cambiamento, il Movimento Nazionale Unito e Georgia Forte, erano stati gli unici partiti di opposizione a superare la soglia di sbarramento alle elezioni del 2024. In quelle elezioni, Sogno Georgiano è stato dichiarato vincitore dopo una campagna fortemente influenzata dalla Russia. Diversi osservatori internazionali hanno denunciato il risultato come compromesso da intimidazioni e brogli, con significative proteste popolari in risposta.

Sebbene Sogno Georgiano abbia ottenuto la maggioranza nel parlamento monocamerale, ha immediatamente votato per rimuovere 49 deputati dell’opposizione, che avevano boicottato i lavori parlamentari in segno di protesta. L’unico partito a rimanere in carica durante il boicottaggio è stato proprio “Per la Georgia”, fondato nel 2021 dall’ex primo ministro Giorgi Gakharia, attualmente all’estero per evitare procedimenti penali a suo carico.

Il governo accusa “Per la Georgia” e gli altri movimenti di “attività incostituzionali” e “sabotaggio contro lo Stato”, citando l’articolo 23 della Costituzione, che vieta l’attività di partiti politici che mirano a sovvertire l’ordine costituzionale della Georgia o a ledere l’indipendenza del paese. Sostiene che questi partiti facciano parte di un “Movimento Nazionale Collettivo”, definito come un’alleanza radicale pericolosa che intende sovvertire l’ordine costituito.

Il governo prevede una sentenza della Corte Costituzionale a gennaio, aggiungendo che i parlamentari di “Per la Georgia” e i politici locali rimarranno in carica anche se la richiesta di abolizione fosse accolta, situazione altamente probabile vista la composizione della Corte, con giudici leali a Sogno Georgiano.

Tuttavia, si sospetta che questa mossa serva più a esercitare pressione sui partiti che a un reale intento di abolizione, e che la sentenza potrebbe venire rinviata. Prima di questo ricorso che coinvolge tutti i partiti di opposizione, il governo aveva già presentato altri due ricorsi, limitati a sole alcune forze politiche; la Corte ha fino a nove mesi per decidere, ma il governo ha precedentemente ritirato le cause prima della scadenza, presentando nuove domande che includevano ulteriori formazioni politiche.

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