Nel gennaio 2026 Russia Unita, il partito al potere in Russia, ha annunciato il progetto di creare una «rete di osservatori internazionali professionali». L’iniziativa prevedeva di sostituire il ruolo di istituzioni riconosciute come l’OSCE/ODIHR, l’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, con accordi bilaterali tra partiti. Le strutture di osservazione elettorale considerate credibili venivano liquidate come «provocatorie».
Il piano della formazione politica russa indicava così una prima direzione: costruire canali paralleli di valutazione dei processi elettorali, separati dagli organismi internazionali incaricati di verificare regolarità, trasparenza e rispetto degli standard democratici.
Aprile 2026, nasce a Mosca l’IAPEE
Ad aprile 2026 è stata costituita a Mosca la International Association of Political and Electoral Experts, IAPEE, guidata da Vito Grittani. La struttura si presenta formalmente come un’organizzazione indipendente, ma viene inserita nello stesso schema delineato da Russia Unita: creare una rete internazionale capace di offrire valutazioni alternative a quelle dell’OSCE/ODIHR, dell’Unione europea e di altre missioni indipendenti.
In pochi mesi l’associazione ha costruito un apparato in grado di presentare una missione internazionale di osservazione. A settembre ha infatti annunciato di avere coinvolto oltre 250 osservatori internazionali nelle elezioni russe. La rapidità con cui è stata organizzata la rete è uno degli elementi centrali del caso: una struttura nata nella capitale russa ad aprile è arrivata, nello stesso anno, a rivendicare una presenza numericamente significativa durante il voto.

Luglio-settembre 2026, la preparazione delle elezioni della Duma
Nel luglio 2026 la Russia aveva già avviato i preparativi per l’osservazione internazionale delle elezioni della Duma di Stato, il cui voto era previsto tra il 18 e il 20 settembre. Mosca aveva invitato delegazioni dell’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva e della Lega araba, insieme ad altri partner destinati a non mettere in discussione il risultato elettorale.
La presenza di delegazioni politicamente allineate e la costruzione di una struttura formalmente non governativa operavano quindi in parallelo. Da un lato, il Cremlino preparava la cornice ufficiale dell’osservazione; dall’altro, prendeva forma una rete di esperti presentata come indipendente e destinata a intervenire nel dibattito sulla legittimità del voto.
24 agosto 2026, il finanziamento della Fondazione Gorčakov
Il passaggio documentato più dettagliatamente risale al 24 agosto 2026. Una lettera, trasmessa da una fonte che monitora da tempo l’attività delle fondazioni russe di «soft power» in Europa, riguarda il finanziamento della Fondazione Gorčakov all’IAPEE di Vito Grittani. Il documento, ripreso nella ricostruzione basata sulla lettera di finanziamento, indica una somma complessiva di 50 milioni di rubli, pari a circa 2,15 milioni di złoty secondo un cambio orientativo.
La ripartizione è precisa: 35 milioni di rubli, circa 1,5 milioni di złoty, sono destinati alla «base materiale e tecnica» dell’osservazione indipendente e al lavoro degli esperti; altri 15 milioni, circa 645 mila złoty, finanziano la formazione dei futuri osservatori internazionali. La struttura straniera si impegna inoltre a rendicontare direttamente alla parte russa l’impiego delle risorse.
La Fondazione Gorčakov non è un organismo filantropico neutrale. È stata istituita dal ministero degli Esteri russo con l’obiettivo di creare all’estero un clima sociale, politico e commerciale favorevole alla Russia. Il suo finanziamento all’IAPEE inserisce quindi la formazione degli osservatori e la loro attività professionale dentro uno strumento della politica estera russa e della sua proiezione di «soft power».
Il documento vieta formalmente di utilizzare i fondi per la «propaganda politica diretta». Le spese autorizzate riguardano però logistica, attrezzature, lavoro degli esperti e formazione: attività direttamente collegate a un processo politico e alla valutazione pubblica della sua correttezza. Mosca non finanzia la pubblicità di un partito, ma chi potrà descrivere un’elezione come trasparente, legale e conforme agli standard democratici.
Settembre 2026, la rete si presenta alle urne russe
Quando l’IAPEE ha annunciato il coinvolgimento di oltre 250 osservatori internazionali, l’organizzazione disponeva già del sostegno finanziario destinato alla logistica e alla formazione. Il meccanismo crea una dipendenza incompatibile con i principi fondamentali dell’osservazione elettorale internazionale, che richiedono indipendenza, imparzialità e assenza di conflitti d’interesse. Sono gli stessi criteri alla base degli standard dell’OSCE/ODIHR e dell’Unione europea.
La funzione della rete non si esaurisce nelle elezioni della Duma. Il progetto punta a formare un gruppo stabile di «esperti elettorali» retribuiti e disponibili a comparire in occasione di future elezioni e referendum, anche in altri Paesi, nei territori occupati dall’aggressione russa contro l’Ucraina o nei contesti in cui Mosca abbia bisogno di una valutazione internazionale alternativa.
Il risultato atteso è un sistema parallelo di legittimazione. Una rete finanziata e addestrata dalla Russia può presentare come riconosciuto dalla comunità internazionale un processo elettorale che missioni realmente indipendenti giudichino segnato da gravi violazioni. La stessa infrastruttura può essere impiegata per contestare le conclusioni dell’OSCE, dell’Unione europea e degli altri osservatori credibili.
La portata del progetto riguarda anche l’Europa. Il modello è pronto per essere esportato in occasione di nuovi referendum nei territori ucraini occupati dalla Russia, delle elezioni in Bielorussia o di consultazioni in Paesi nei quali il Cremlino voglia imporre una narrazione alternativa a quella occidentale. La questione non è dunque soltanto chi osserva il voto russo, ma chi avrà il compito di dichiarare legittimi processi elettorali contestati.
La ricostruzione disponibile resta fondata, per ora, sul materiale di una singola corrispondenza: il documento del 24 agosto è stato indicato come fonte e la sua ulteriore verifica è ancora in corso. La posizione raggiunta dalla sequenza è però già definita: l’IAPEE si è presentata con oltre 250 osservatori mentre il finanziamento russo sosteneva formazione, logistica e lavoro degli esperti.