Rientro della Brigata Sassari dal Libano: Italia al centro del nuovo arco di crisi globale
Roma, 26 settembre 2026 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano ha illustrato il ruolo cruciale dell’Italia nel contesto delle crisi globali, da est a ovest, sottolineando che il nostro Paese si trova al centro di un arco di crisi che si estende per oltre diecimila chilometri, dalla NATO al Medio Oriente. Questa dichiarazione è avvenuta durante la cerimonia di rientro dei militari della brigata Sassari, che hanno concluso la loro missione UNIFIL in Libano. Era presente anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, riporta Attuale.
Il messaggio del generale Portolano è inequivocabile: “Le crisi non restano più confinate nei luoghi in cui hanno origine. Contribuire alla stabilità del nostro vicinato significa tutelare l’interesse nazionale”. Ha inoltre avvertito che le minacce odierne hanno forme sempre più sofisticate, dalle violazioni del proprio spazio aereo agli attacchi informatici, passando per la manipolazione delle notizie. “Tutte queste azioni mirano a generare paura, sfiducia e disorientamento nelle nostre società”, ha dichiarato.
Nonostante ciò, Portolano ha chiesto di non cedere all’allarmismo, ma piuttosto di “leggere in tempo i segnali” e di “rafforzare la resilienza della nostra nazione”, collaborando con i partner internazionali. Questo è il contesto in cui si colloca l’impegno dell’Italia in Libano.
Il generale, già comandante della missione UNIFIL, ha affrontato anche le critiche alla missione delle Nazioni Unite, che è operativa in Libano dal 1978. Portolano ha sottolineato che il limite dell’efficacia non risiede nel mandato, ma nelle regole d’ingaggio della forza di pace, che ne limitano l’efficacia. “Immaginiamo come sarebbe il Libano meridionale senza i Caschi Blu e quali potrebbero essere le conseguenze senza il sostegno della comunità internazionale”, ha affermato.
La brigata Sassari, parte del contingente Leonte XXXIX, ha svolto un contributo fondamentale sul campo, assicurando la continuità della missione. In un contesto caratterizzato da un rapido deterioramento della sicurezza, i militari hanno mantenuto un supporto costante alla popolazione libanese, la quale considera “pace” la possibilità di tornare alla vita normale, di riaprire i negozi e di mandare i figli a scuola “senza contare i giorni di calma”. Questo impegno ha incrementato la credibilità dell’Italia presso alleati e partner.
Il rientro della Brigata Sassari coincide con un periodo decisivo per la missione UNIFIL, il cui mandato terminerà il prossimo 31 dicembre. La comunità internazionale sta già lavorando per garantire che non si creino vuoti di sicurezza, rafforzando nel contempo le Forze Armate libanesi attraverso missioni bilaterali e tecniche, con l’Italia che guida tali sforzi dal 2024.
Infine, il generale Portolano ha voluto rendere omaggio ai caduti, dedicando un pensiero ai familiari del primo caporal maggiore scelto Gianmarco Manca, caduto in Afghanistan, e del primo caporal maggiore scelto Alessandro Pibiri, caduto in Iraq. “Non potrò mai dimenticare il dolore di quei momenti in cui, da comandante, dovetti comunicare che una persona cara non sarebbe tornata a casa”, ha concluso con emozione.