Digital therapeutics e longevità, il professor Tasciotti: “Ecco come stimolano la funzione cognitiva”

26.09.2026 12:25
Digital therapeutics e longevità, il professor Tasciotti: “Ecco come stimolano la funzione cognitiva”

Ottimismo sulla Longevità: Il Dialogo tra Xi Jinping e Putin

Roma, 26 settembre 2026 – Il presidente cinese Xi, 73 anni, ha espresso ottimismo sulla possibilità di vivere fino a 150 anni durante una conversazione con Putin, 74 a ottobre, in un audio di recente divulgazione. Tuttavia, esperti mettono in discussione questa visione, sostenendo che l’invecchiamento non è solo una “usura di parti” ma una compromissione dell’intero sistema corporeo, che non può essere riparato come una macchina, riporta Attuale.

Nel corso della conversazione, il presidente russo menzionava tecniche come il trapianto continuo di organi, trascurando del tutto la complessità del processo di invecchiamento. Ennio Tasciotti, direttore del Human Longevita Program presso l’IRCCS San Raffaele di Roma, sottolinea che la riparazione di un organo non implica necessariamente il ripristino della piena funzionalità del corpo poiché le relazioni tra gli organi sono fondamentali.

Il genetista di Harvard, David Sinclair, considera l’invecchiamento una condizione medica curabile e individua tre aree di ricerca promettenti. La prima riguarda lo sviluppo di senolitici, farmaci in grado di eliminare le cellule senescenti, definiti “zombie”. Tali studi sono portati avanti dallo scienziato italiano Marco Quarta nella Silicon Valley con la biotech Rubedo Life Sciences.

Una seconda area di ricerca si concentra sull’efficienza dei mitocondri, elementi cruciali per la produzione di energia cellulare, mentre la terza implica l’uso dei Fattori di Yamanaka, dedicati alla rigenerazione cellulare. Recentemente, negli Stati Uniti è stata approvata la riprogrammazione epigenetica, scienza che studia come il DNA di un organismo possa essere modificato nel corso della vita. Questa ricerca suggerisce che l’epigenetica può riflettere la storia clinica di un individuo, aprendo la strada a potenziali interventi per migliorare la salute.

Tasciotti, pionere nel campo della longevità e delle nanotecnologie bi-ispirate, afferma che mentre la scienza avanza, si devono affrontare le realtà legate alla qualità della vita. In Italia, nonostante un’aspettativa di vita media di quasi 85 anni, la salute si mantiene fino a circa 68. Ciò implica un intervallo significativo di vita in condizioni di malattia, un limite che la medicina della longevità deve affrontare.

In un contesto di invecchiamento globale, Tasciotti avverte che il problema reale non è solo l’aumento dell’aspettativa di vita, ma piuttosto come ridurre il tempo di vita trascorso in cattiva salute. La vera sfida consiste nel garantire che gli anni guadagnati non siano vanificati dalla perdita della funzionalità cognitiva.

A questo proposito, egli sottolinea l’importanza di approcci riabilitativi e preventivi nella cura delle malattie neurodegenerative. Aumentare la longevità del corpo senza curare il cervello potrebbe rivelarsi inefficace, evidenziando la necessità di ricerche sempre più mirate sulla salute cerebrale all’interno della medicina della longevità.

Infine, Tasciotti avverte riguardo ai trattamenti di lusso e protocolli anti-invecchiamento, evidenziando che la vera attenzione deve andare verso scelte quotidiane e uno stile di vita sano, accessibile a tutti. “La cura dell’invecchiamento non è esclusiva dei benestanti”, conclude, esortando a investire in pratiche sane per garantire un invecchiamento positivo.

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