Il blocco dei tir ferma tonnellate di mozzarella di bufala in autostrada: la filiera in crisi

21.10.2026 18:35
Il blocco dei tir ferma tonnellate di mozzarella di bufala in autostrada: la filiera in crisi

Proteste degli autotrasportatori fermano la filiera della mozzarella di bufala campana

Napoli, 21 ottobre 2026 – Le recenti proteste degli autotrasportatori hanno gravemente colpito la filiera della mozzarella di bufala campana, mettendo in crisi numerosi allevamenti e caseifici. Domenico Raimondo, presidente del Consorzio mozzarella di bufala campana Dop e proprietario di un noto caseificio, ha espresso la sua sorpresa per la durezza delle manifestazioni e ha sottolineato che, mentre alcune regioni si sono aperte, altre, come la Puglia e la Campania, sono rimaste bloccate. “Non sono contrario allo sciopero, ma è sbagliato farlo in modo disomogeneo”, riporta Attuale.

La situazione in Campania è critica: il blocco del trasporto su gomma ha causato la chiusura di 98 caseifici e ha interrotto la catena di approvvigionamento di latte, con conseguenze dirette sulle produzioni di mozzarella. “Le bufale non possono essere lasciate senza mungitura, quindi il latte deve essere raccolto, ma l’assenza di trasporti crea un impasse. Le mozzarelle prodotte sono ferme e non sappiamo quale sarà il loro destino”, ha dichiarato Raimondo.

Attualmente, i caseifici in tutta la regione sono in stallo, e i 1.400 allevamenti, che producono 150 mila chili di latte al giorno, non riescono a collocare il loro prodotto. “Ci sono danni enormi, sia economici che reputazionali, poiché l’export è già gravemente compromesso”, ha aggiunto il presidente del Consorzio. In un contesto internazionale come quello attuale, la reputazione della mozzarella di bufala campana è a rischio.

Se la situazione di blocco dovesse protrarsi, Raimondo ha suggerito l’implementazione di corridoi logistici per il latte e misure di emergenza. Tuttavia, ha avvertito che stoccare il latte in grandi celle significherebbe rinunciare alla qualità Dop del prodotto. “Il Consorzio ha avviato contatti con le autorità competenti per cercare soluzioni, ma rimane incerta la possibilità di ricevere aiuti finanziari dallo Stato”, ha concluso.

Dal punto di vista pratico, molte aziende come il Mail, il caseificio di Raimondo, si trovano ad affrontare l’impossibilità di procedere con la produzione, costringendo i dipendenti a rimanere a casa. “Martedì non abbiamo lavorato e non sappiamo come gestire le nostre scorte”, ha raccontato, evidenziando che anche il trasporto dei prodotti è diventato un’impresa rischiosa, con autotrasportatori minacciati nella zona di Caserta.

Raimondo ha lanciato un appello agli autotrasportatori in sciopero, riconoscendo la loro rabbia ma sottolineando che alcune modalità di protesta non sono comprensibili e rendono la situazione ancora più grave per tutti i settori coinvolti, con un rischio di aumento dei prezzi che ricadrà inevitabilmente sui consumatori.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere