Le conseguenze del lassismo digitale: intervista al prof. Vincenzo Schettini
Roma, 21 ottobre 2026 – “Sono i primi effetti devastanti di dieci anni di lassismo digitale”. A commentare il ruolo centrale delle piattaforme social e di messaggistica nei fatti di Milano è il prof-influencer Vincenzo Schettini, che da una semplice idea, ovvero parlare di fisica sui social, ha costruito un progetto di grande successo. Fino a portarlo a teatro con lo spettacolo ‘Viaggio al centro della fisica’, riporta Attuale.
Cosa pensa di quello che sta accadendo?
“Oggi stiamo vivendo le conseguenze devastanti di aver lasciato i cellulari nelle mani di ragazzini di appena 11 anni o persino più piccoli. E questo è solo l’inizio. ‘Si ricordi professore, Telegram è la porta dell’inferno’, mi disse una mamma che aveva perso suo figlio, vittima di cyberbullismo. Il livello di profondità che in pochissime ore i teenager possono raggiungere utilizzando strumenti come questo è inimmaginabile per noi adulti”.
Quali sono i rischi?
“Sono molti i rischi che si celano dietro a questo tipo di piattaforme digitali: i ragazzi rischiano di entrare con estrema facilità nel sottobosco di una rete di canali criminali che inneggiano all’odio oppure attraverso i quali è possibile procurarsi il materiale per costruire un’arma”.
Il passaparola degli scontri e saccheggi a Milano è passato attraverso TikTok e gruppi Telegram. In molti si filmavano mentre devastavano zona Duomo e le vetrine dei negozi per fare razzia di capi griffati…
“Ribadisco che il fatto di aver lasciato in mano i cellulari ha rovinato una generazione. I giovanissimi non hanno la maturità per comprendere quello che stanno facendo, la loro vita è diventata un videogioco. E poi c’è un altro aspetto: non sono consapevoli delle conseguenze delle proprie azioni. Ecco perché da anni dico che gli smartphone devono essere negati ai minori. Piuttosto troviamo un’alternativa, un cellulare con funzioni ridotte alle chiamate, messaggistica e GPS”.
Ne ha parlato ai suoi alunni?
“Sì, dopo le interrogazioni mi sono fermato e ho intavolato il discorso. In un primo momento è calato il gelo. Hanno 14 anni e, lo comprendo, è un discorso difficile da intraprendere. Ma qualcuno ha alzato la mano e mi ha risposto: ‘Noi non siamo come loro. Quei ragazzi sono andati là solo per distruggere e rubare’”.
A seguito degli scontri e i saccheggi di Milano, è scattato il panico da fake news per falsi allarmi che sono corsi da una chat all’altra, oltre ad essere apparsi sui feed social, di stupri di studentesse e pestaggi contro gli stranieri nelle stazioni della città di Milano e dell’hinterland. Messaggi analoghi hanno scatenato il panico anche in altre regioni dal Veneto all’Emilia-Romagna, svuotando le classi nelle scuole…
“La disinformazione è un altro rischio social. Spargere una fake news e scatenare il panico è un attimo e purtroppo in questo momento terribile siamo tutti sottoposti anche a questo tipo di pericolo”.