Mattarella e la violenza nelle piazze: “Non sottovalutate i ragazzi, affrontate il loro malessere”

21.10.2026 22:45
Mattarella e la violenza nelle piazze: “Non sottovalutate i ragazzi, affrontate il loro malessere”

Mattarella: “È una grande questione sociale”

Roma, 21 ottobre 2026 – Mentre la politica cerca di contenere la rabbia esplosa a Milano e in altre piazze del Nord, Sergio Mattarella assume una nuova prospettiva. Durante una cerimonia al Quirinale, il presidente della Repubblica sottrae la questione giovanile alla mera logica dell’ordine pubblico, inquadrandola come una profonda ferita sociale. Il messaggio è chiaro e si distacca dalla posizione di Giorgia Meloni, che in un recente videomessaggio ha enfatizzato l’emergenza. “La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o peggio di meschina sottovalutazione”, riporta Attuale.

La cerimonia ha visto l’interazione tra i Cavalieri del Lavoro e i giovani Alfieri, laddove Mattarella ha pronunciato parole incisive. “Il messaggio va dritto al bersaglio”, rappresentando una netta condanna alle violenze recenti. Ha sottolineato l’importanza di un approccio che vada oltre le “necessarie scelte congiunturali”, riferendosi all’ormai discussa legge sulla sicurezza, per promuovere “strategie adeguate per farsi carico del malessere” giovanile.

Mattarella ha evidenziato che l’emergere di disordini non è solo un problema di ordine pubblico, ma una questione sociale fondamentale che richiede l’attenzione delle istituzioni. La sua analisi si allinea con le osservazioni dell’ex presidente della BCE, Mario Draghi, che ha sostenuto che i disordini possono essere interpretati come un “caso di aspettative bloccate” da parte dei giovani, i quali percepiscono un generale sentimento di non ascolto.

La distanza tra il Quirinale e Palazzo Chigi è emersa in modo eloquente. La condanna delle violenze è condivisa, ma mentre Meloni si limita a considerare il fenomeno come una questione di ordine pubblico, Mattarella ribalta questo schema, affermando: “È una grande questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibili le istituzioni” e avvertendo che la repressione non è sufficiente.

Il presidente ha esortato ad evitare “scorciatoie d’impulso” e a trovare un equilibrio tra le generazioni, ponendo le basi per una nuova alleanza. Ha anche criticato l’idea di attribuire poteri di polizia all’esercito, definita “misura cilena” da parte dell’opposizione, e ha insistito su un approccio legislativo piuttosto che su risposte repressive immediate.

In questo contesto, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha difeso l’integrità del decreto sicurezza, sostenendo che esso non consiste solo nel rafforzamento delle pene ma anche nella sanzione di comportamenti non protetti finora dalla legge. Ha proposto un’imputabilità per i minori tra i 14 e i 18 anni, con la presunzione di colpevolezza fino a prova contraria, mantenendo comunque una valutazione caso per caso da parte del giudice.

Il presidente Mattarella ha avvertito che la situazione rischia di degenerare ulteriormente se le istituzioni non affrontano con serietà e visione a lungo termine le sfide reali, come le “insensate guerre di aggressione” e le politiche neo-imperialistiche. La sua chiamata all’azione è un invito a guardare oltre la superficie, a non utilizzare la sicurezza come strumento di propaganda, ma a confrontarsi con le vere problematiche sociali.

Nell’era attuale, segnata dallo strapotere dei monopoli tecnologici, il presidente ha anche avvertito dei rischi per la libertà individuale, lanciando un segnale chiaro sia a Roma che a Bruxelles. La soluzione non può consistere nell’abbandono dei giovani, poiché la loro fuga all’estero rappresenterebbe un grave onere per il Paese, impedendo il suo recupero economico e sociale nel futuro.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere