Intelligenza artificiale: l’UE promuove la cooperazione internazionale per garantire la sicurezza
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BRUXELLES – L’Unione Europea cerca di sviluppare un’intelligenza artificiale «responsabile» attraverso una cooperazione internazionale con partner che condividono la sua visione. «Per raggiungere questo obiettivo è necessaria una stretta cooperazione con partner internazionali che condividano la nostra visione», spiega al Corriere la vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen, riporta Attuale.
Di recente, la commissaria finlandese ha partecipato alla riunione del G7 sulla sicurezza dell’IA, seguita da un incontro virtuale con Michael Kratsios, direttore dell’Ufficio per la politica scientifica e tecnologica della Casa Bianca. Virkkunen ha osservato che l’UE è in una posizione favorevole per affrontare i rischi di sicurezza: siamo ben attrezzati grazie al nostro AI Act. Questo regolamento impone chiari obblighi ai fornitori di modelli altamente capaci, che devono valutare e mitigare i rischi, avvalersi di esperti esterni per la verifica e monitorare costantemente la situazione anche dopo l’immissione sul mercato.
Le richieste degli Stati Uniti per un alleggerimento delle normative europee sul digitale non hanno trovato accoglienza: «Abbiamo sempre sottolineato — ricorda Virkkunen — quanto sia importante per noi avere regole come l’AI Act, il Digital Services Act e il Digital Markets Act. Vogliamo garantire un ambiente digitale sicuro, equo e democratico. Secondo l’Eurobarometro, l’80% degli europei ritiene fondamentale regolamentare l’intelligenza artificiale per motivi di sicurezza.
Virkkunen ha insistito sulla capacità dell’UE di definire autonomamente le proprie regole: «Le persone possono fidarsi delle nostre tecnologie e sapere che siamo consapevoli dei rischi», ha dichiarato, evidenziando l’equità delle normative che risultano trasparenti per tutti. Tuttavia, la situazione globale è differente; molti Paesi non hanno regolamenti simili. «I rischi posti dall’intelligenza artificiale hanno una dimensione globale», ha proseguito la vicepresidente, sostenendo l’importanza di cooperare internazionalmente per valutare i rischi. Con i Paesi del G7, l’UE sta considerando modalità di esame congiunto dei modelli e condivisione delle informazioni, soprattutto sulla sicurezza.
Nell’agosto scorso, la Commissione ha iniziato a esercitare i poteri di applicazione previsti dall’AI Act, inviando richieste di informazioni ai fornitori di modelli di IA altamente capaci. Virkkunen ha affermato che se le aziende non hanno piena fiducia nei sistemi che stanno sviluppando, dovrebbero procedere con cautela. Naturalmente, una tale decisione globale richiederebbe un monitoraggio efficiente e, per questo, la cooperazione internazionale è imprescindibile.
Tuttavia, Virkkunen avverte che «sarebbe molto difficile arrivare a una decisione condivisa» su un rallentamento dello sviluppo dei modelli di frontiera. La questione richiede verifica, rendendo necessaria la continuazione della cooperazione internazionale per affrontare insieme i rischi per la sicurezza, soprattutto alla luce della dichiarazione del presidente USA Donald Trump, contrario a rallentare la corsa dell’IA per non concedere vantaggi alla Cina.