Garlasco (Pavia), 28 settembre 2026 – L’avviso di fine indagini emesso dalla Procura di Pavia conferma le accuse già formulate nei confronti di Andrea Sempio, accusato dell’omicidio pluriaggravato di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. L’avvocato Liborio Cataliotti, che insieme alla collega Angela Taccia difende Sempio, ha affermato che “l’avviso di fine indagini è totalmente sovrapponibile al precedente”, riporta Attuale.
La Procura ha comunicato che il capo di incolpazione rimane invariato, presentando nuovamente gli elementi già contestati a maggio, che sono stati confermati da consulenze recenti. Queste ultime sono state disposte per controbattere le argomentazioni presentate dalla difesa.
Gli approfondimenti sulle impronte
Commentando il comunicato, gli avvocati della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, hanno sottolineato che è stato effettuato un ulteriore approfondimento tecnico per sostenere “l’astratta possibilità che Andrea Sempio avesse calzato quel giorno delle scarpe Frau 42, a dispetto del comune buon senso”.
Tra le consulenze menzionate dalla Procura, vi è il duplice incarico affidato a Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli per “esaminare la memoria difensiva con allegata una consulenza dattiloscopica integrativa relativa alla cosiddetta ‘impronta 33’ ed una consulenza tecnico-calzaturiera di comparazione, concernente la traccia di scarpa rinvenuta nell’abitazione di Garlasco”.
“Nessun nuovo elemento”
La conclusione dei consulenti è chiara: “Le osservazioni formulate dalla difesa non introducono elementi nuovi tali da modificare le conclusioni già espresse nelle precedenti valutazioni tecniche della ‘impronta 33’. Inoltre, sono stati eseguiti accertamenti sulle calzature che non supportano l’idea di un’incompatibilità fisica tra la conformazione del piede di Andrea Sempio e la traccia di scarpa oggetto di analisi”.
La difesa: “Non calzava quel numero”
In risposta a queste affermazioni, l’avvocato Cataliotti ha ribadito che “il suo piede non può aver calzato la scarpa che ha lasciato l’impronta dell’assassino”, richiamandosi anche a misurazioni antropometriche su Andrea Sempio. “Ci dicono che c’è stato un aumento ponderale del piede – ha continuato il legale, riferendosi alla consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo – ma noi abbiamo sentito due testimoni che dichiarano che all’epoca Sempio già calzava il 44 e non il 42”.
Rinvio a giudizio quasi scontato
Attualmente, la difesa di Sempio ha a disposizione ancora 20 giorni per presentare ulteriori controdeduzioni, sebbene questo possa rischiare di ripetere le conclusioni già bocciate. Gli inquirenti non hanno modificato le accuse e la richiesta di rinvio a giudizio appare quasi certa, come sottolineato nelle ultime dichiarazioni del procuratore Fabio Napoleone: “La Procura di Pavia, decorsi i termini di legge, assumerà le determinazioni inerenti l’azione penale”.