Attacco sventato alla base RAF di Fairford: cinque britannici rilasciati su cauzione
LIVERPOOL — La situazione relativa al presunto attentato contro la base dell’aeronautica militare britannica a Fairford, nel Gloucestershire rimane ambigua. I cinque uomini, tutti ventenni londinesi, arrestati domenica, sono stati rilasciati su cauzione: inizialmente accusati di detenzione di esplosivo e cospirazione per commettere un atto terroristico, non sono stati trovati esplosivi sui tre furgoni avvistati nei pressi della base. «Questo non significa che l’inchiesta sia finita — hanno precisato i responsabili dell’antiterrorismo — i cinque restano sotto investigazione mentre esploriamo molteplici linee di indagine», riporta Attuale.
Attualmente, si ipotizza che l’accaduto possa essere una sorta di prova generale effettuata da manovalanza inesperta, o addirittura un finto attentato per creare confusione. Inizialmente, era circolata l’idea di un possibile coinvolgimento iraniano, vista la presenza della base come punto di partenza per raid contro l’Iran. Tuttavia, l’ambasciata iraniana a Londra ha categoricamente respinto le speculazioni, minacciando azioni legali contro le affermazioni considerate infondate e dannose.
Nel dibattito pubblico, il presidente Donald Trump ha insinuato che l’Iran potesse essere il mandante e ha criticato il rilascio dei sospettati, mentre il Ministro della Difesa britannico, Wes Streeting, ha confermato la datazione dell’operazione di intelligence che ha portato all’arresto nel corso della notte.
La testimonianza chiave proviene da una cinquantenne agricoltrice che ha lanciato l’allerta. Essa ha riportato di aver trovato la strada del villaggio di Whelford, adiacente alla base, bloccata da tre furgoni bianchi. Essendo insospettita dalle scritte sui veicoli, ha tentato di contattare la polizia della base senza successo, riuscendo a chiamare il numero per le emergenze solo alle 1.36. Le forze dell’ordine sono intervenute rapidamente dopo il suo allerta.
Contrariamente a quanto sostenuto dalla polizia, che inizialmente indicava che l’allerta fosse stata lanciata già a mezzanotte e 45, la donna ha criticato pubblicamente il Ministro per la sua affermazione riguardo al suo «quadro parziale» degli eventi. In risposta, ha sottolineato la sua incredulità per la lentezza nella reazione delle autorità, evidenziando la presenza di tre furgoni inusuali e uomini sconosciuti nel suo villaggio.
La coordinatrice nazionale dell’antiterrorismo, Vicki Evans, ha confermato la complessità dell’operazione, sottolineando l’importanza di procedere con attenzione mentre vengono esplorate le motivazioni dietro questo enigmatico evento.