Roma, 2 ottobre 2026 – Elly Schlein si volta senza freni alla direzione del partito Democratico, affrontando con veemenza sia l’opposizione che i suoi alleati. Durante la sua relazione al Nazareno, la segretaria dem risponde alle critiche della premier Meloni, che ha sarcasticamente osservato i ritmi di risposta di Schlein, definendo le sue affermazioni come “falsità”. La segretaria replica: “Meloni mi chiede di dirle una cosa vera, io gliene dico 10. Dicevano di abbassare le tasse, siamo al record di pressione fiscale negli ultimi dieci anni, sulla natalità la destra ha fatto retorica ma non politica, la precarietà del lavoro colpisce soprattutto le donne e i giovani… Più tasse, più debito, caro vita alle stelle, stipendi bassi e nessuna crescita. Questa è la loro eredità”, riporta Attuale.
La segretaria Pd: “Prima si vota, meglio è”
Schlein esprime la sua fretta di andare al voto, affermando: “Prima si fa e meglio è per l’Italia”. Criticando i quattro anni di “immobilismo” e l’occasione storica sprecata, lei sottolinea che il centrosinistra deve ora “risollevare l’Italia da questa crisi e dal declino”. Rivolgendosi agli alleati e alle altre forze di opposizione, Schlein lancia un appello all’unità: “L’impegno deve essere chiaro: non faremo mai più il favore alla destra di dividerci. Il cammino non è ancora compiuto del tutto, ma l’alternativa è già realtà concreta”.
Le frecciate alla minoranza dem
Nella terza parte della sua relazione, Schlein sembra prendersela con la minoranza dem, elencando i successi ottenuti: “Abbiamo rilanciato il partito, siamo cresciuti in tutte le tornate elettorali, riaperto e riacquistato sedi storiche. Siamo il primo partito nella maggior parte delle regioni. In questi anni avevano scommesso che ci saremmo scissi e invece siamo più uniti che mai, avevano scommesso che sarei durata sei mesi e invece il 18 ottobre in assemblea nazionale ci poniamo il tema” della proroga del mandato “per la prima volta. Le uniche regioni che hanno cambiato colore in questi anni lo hanno fatto perché abbiamo vinto noi”.
Schlein: “Uno non vale uno. Generosi sì, ingenui no”
Schlein non risparmia critiche nemmeno agli alleati. Riguardo al programma, avverte: “Si scrive con tutta l’alleanza, sapendo bene che bisogna essere inclusivi, ma che non è che uno vale uno in quella discussione. Perché a noi non ci ha regalato niente nessuno, se siamo saldamente il primo partito dell’opposizione ce lo siamo guadagnati col sudore e con l’impegno, a convincere le persone una per una che ci hanno consegnato il doppio dei voti delle altre forze, alle europee, alle regionali e alle comunali. Generosi sì, ingenui no”. Questa generosità, per Schlein, si manifesta anche nell’accettare il metodo delle primarie per la scelta del leader, rilevando che “in qualsiasi altro Paese europeo la guida va al partito che prende un voto in più”. E questo, “non è egemonia, ma democrazia”. Infine, rispedisce al mittente le ricostruzioni relative a un Pd indietro sulla proposta dei temi da inserire nel progetto di centrosinistra, affermando: “Noi abbiamo proposto un percorso di ascolto del Paese già nel novembre 2025. Ma c’è chi ha ritenuto, legittimamente, di partire da solo e ha terminato questo percorso solo a settembre”. Sebbene non menzioni esplicitamente Giuseppe Conte, tutti i riferimenti appaiono diretti a lui.