Italia e sette paesi alleati esprimono sostegno alla Corte Penale Internazionale dopo le sanzioni USA

09.10.2026 19:16
Italia e sette paesi alleati esprimono sostegno alla Corte Penale Internazionale dopo le sanzioni USA

Italia e partner internazionali manifestano sostegno alla Corte Penale Internazionale contro le sanzioni statunitensi

ROMA – “Noi, Stati Parte dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale (CPI), ribadiamo il nostro continuo e incrollabile sostegno all’indipendenza, imparzialità e integrità della CPI”. Così inizia la dichiarazione congiunta firmata dal Ministro degli Affari esteri Antonio Tajani e dai colleghi di Canada, Danimarca, Germania, Francia, Giappone, Paesi Bassi e Regno Unito, per esprimere “rammarico e ferma opposizione all’annuncio delle sanzioni che gli Stati Uniti intendono imporre alla Corte”, riporta Attuale.

Le sanzioni sono state annunciate in seguito all’assegnazione del Premio Nobel per la Pace alla giurista sudafricana Navanethem ‘Navi’ Pillay, definita da Donald Trump su Truth come una figura che “nutre un odio dichiarato verso l’America e Israele” e che avrebbe “celebrato terroristi e premiato Hamas”.

La dichiarazione prosegue manifestando soddisfazione per il lavoro della CPI nell’affrontare le suddette misure, sottolineando la necessità che la Corte continui ad adempiere al proprio mandato ai sensi dello Statuto di Roma. “Ribadiamo il nostro incondizionato sostegno affinché la Corte possa farlo”, affermano i firmatari. “Tuttavia, se venissero applicate, tali sanzioni avrebbero un impatto significativo sull’attività della Corte, sul suo personale e sulle loro famiglie, che ogni giorno lavorano per assicurare alla giustizia i responsabili dei più gravi crimini internazionali e per sostenere le vittime di tali crimini”.

Infine, l’appello si chiude con l’impegno a rimanere “uniti nel nostro sostegno alla Corte Penale Internazionale”, e a promuovere un dialogo costruttivo e inclusivo con gli Stati non Parte dello Statuto di Roma, in vista dell’Assemblea degli Stati Parte di dicembre 2026. “Continueremo a lavorare insieme per sostenere l’importante operato della Corte, difendere il sistema internazionale basato sulle regole e promuovere la responsabilità” concludono i firmatari.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere