Spese sanitarie per il rogo di Capodanno a Crans-Montana: la Svizzera a un bivio
Non bastano i traumi e le lesioni permanenti per i 12 ragazzi italiani coinvolti nel rogo di Capodanno al Constellation di Crans-Montana, dove persero la vita 41 giovani e 116 rimasero feriti. Risulta ora che la sanità elvetica ha sostenuto costi per 1,5 milioni di franchi, ovvero oltre 1,6 milioni di euro, per le cure fornite da ospedali cantonali come quelli di Losanna, Zurigo e Sion. La questione delle spese mediche è destinata a causare tensioni, poiché non è chiaro se la Svizzera si assumerà la responsabilità di queste. La risposta è attesa a breve dal Consiglio federale di Berna, alla luce delle recenti controversie diplomatiche con l’Italia, riporta Attuale.
Il conflitto ha radici profonde, poiché il Consiglio federale svizzero è impegnato in una delicata successione, dopo le dimissioni inaspettate del presidente Guy Parmelin, proprio mentre si attendeva una decisione sulla questione. Parmelin aveva assicurato alla premier italiana Giorgia Meloni che il problema sarebbe stato affrontato a livello bilaterale. Tuttavia, le questioni rimangono irrisolte. A fine aprile, alcune famiglie delle vittime hanno ricevuto le fatture per le spese sanitarie connesse all’incendio, nonostante gli accordi internazionali stabiliscano che questi costi dovrebbero ricadere sullo Stato italiano. Il governo di Roma ha però rifiutato la richiesta, sottolineando che il caso è oggetto di indagine per possibili responsabilità del Comune e del Cantone di Crans-Montana.
La premier Meloni ha definito la richiesta svizzera come “ignobile”, promettendo di “respingerla al mittente”. Successivamente, il presidente svizzero aveva promesso di trovare una “soluzione accettabile”. Negli ultimi mesi, ci sono stati incontri tra Meloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oltre al ministro degli Esteri Antonio Tajani. Umberto Marcucci, padre di uno dei ragazzi gravemente ustionati, ha rivelato a Rts che suo figlio Manfredi ha trascorso 15 ore in terapia intensiva a Sion, con un costo di 66.800 franchi. Marcucci sostiene che, essendo l’incidente avvenuto in un bar a causa di negligenza, sarebbe opportuno sospendere la richiesta di rimborso fino a chiarire le responsabilità.
Nel frattempo, la Confederazione svizzera ha già stanziato 35 milioni di franchi per le vittime, integrati da 2,3 milioni del Cantone Vallese. La Fondazione Beloved, creata per sostenere le famiglie, ha un budget di quasi 26 milioni di euro. Giovedì scorso, la presidente della fondazione, Doris Leuthard, ha incontrato a Milano le famiglie italiane, promettendo di coprire “le spese mediche, di supporto psicologico e fisioterapico, che non ricadono sul servizio sanitario nazionale”. Il dibattito in seno al Consiglio federale si protrae da mesi, con opinioni divergenti sulla necessità di seguire le procedure ordinarie, mentre i premi sanitari in Svizzera hanno appena subito un aumento del 5%, alimentando le resistenze politiche.