Roma, 14 ottobre 2026 – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presentato oggi, in Senato, le sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo, affrontando tematiche di rilevanza fondamentale, dall’economia alle tensioni internazionali, fino ai rapporti con i Paesi alleati. “Il giorno delle comunicazioni”, riporta Attuale.
Il costo dell’energia
“La questione che oggi pesa più di tutto sulla nostra economia” – ha dichiarato Meloni – “e sulla competitività delle imprese è il costo dell’energia”, aggiungendo che “nessuno può rispondere efficacemente da solo” e che è necessaria “una risposta coordinata e rapida“.
La questione Ucraina
La premier ha affrontato anche la vicenda ucraina affermando: “Se l’Ucraina smettesse domani di difendersi, noi non avremmo la pace. Discuteremmo dell’occupazione di una nazione europea e del ritorno dell’imperialismo sovietico”. Ha ribadito che “nessuno mi convincerà che la resa di chi difende la propria libertà possa definirsi pace: solo una pace giusta può durare e mette al sicuro l’Europa e i nostri interessi”. La posizione del governo rimane quindi chiara: “Sostegno a Kiev“, concentrandosi sulla popolazione civile, pressione su Mosca e unità euro-atlantica sono i fondamenti della politica italiana.
Trump e i prezzi del carburante
Meloni ha espresso preoccupazione riguardo all’intesa sul gasolio russo annunciata da Donald Trump, definendola “molto rischiosa”. Ha spiegato che “l’impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina”. La premier ha messo in guardia sui potenziali effetti negativi di questa decisione per l’Europa e ha sottolineato che essa potrebbe legittimare Mosca mentre le sue azioni militari continuano a colpire l’Ucraina.
Le spese per la difesa
In merito alle spese per la difesa, Meloni ha precisato che non è stato utilizzato “tutto il margine di risorse aggiuntive”. Ha rassicurato che “non sono stati tolti soldi alla sanità o alla scuola”, affermando: “Se non spendessimo per la difesa, non potremmo spenderli in altro”. Le accuse di un governo “di guerrafondai” sono quindi da considerarsi infondate secondo la premier.
Notizia in aggiornamento