Gasolio russo, Futuro Nazionale chiede al governo di negoziare con Mosca mentre Urso ridimensiona l’intesa

14.10.2026 16:45
Gasolio russo, Futuro Nazionale chiede al governo di negoziare con Mosca mentre Urso ridimensiona l'intesa

Scontro alla Camera tra Futuro Nazionale e il ministro delle Imprese. Dopo la bocciatura dell’intesa Trump-Putin da parte di Meloni, i deputati dell’ex generale chiedono al governo italiano di aprire un negoziato con Mosca per abbassare il prezzo dei carburanti. Tuttavia, Urso ridimensiona la portata dell’accordo, indicando che «le prime 300mila tonnellate» equivalgono a sole 14 ore di consumi americani, riporta Attuale.

La richiesta dei vannacciani: «Aprire un negoziato con la Russia»

«Il caro carburanti sta mettendo in ginocchio famiglie, lavoratori, imprese, agricoltori, autotrasportatori», denuncia Domenico Furgiuele di Futuro Nazionale nell’interrogazione a risposta immediata rivolta al ministro. Mentre gli Stati Uniti «stringono accordi con Putin» per importare gasolio e ridurre i prezzi, incalza il deputato: «Noi cosa facciamo?». Criticando le sanzioni che gravano sul sistema produttivo italiano, chiede a Urso se non sia giunto il momento di «aprire un negoziato con la Federazione russa» per garantire gli approvvigionamenti energetici e abbattere il costo dei carburanti.

Il tutto si inserisce nel contesto dell’annuncio di Trump del 9 ottobre, in cui la Russia si è impegnata a fornire oltre 300mila tonnellate di gasolio, con ulteriori rifornimenti previsti nei mesi successivi. Meloni ha apertamente criticato questo accordo, evidenziando il rischio di «legittimare Mosca» mentre continua la guerra in Ucraina, lamentando che ciò potrebbe indebolire la efficacia delle sanzioni imposte. La sua posizione ha suscitato una reazione immediata dai vannacciani, con Edoardo Ziello che esprime disappunto durante un flash mob davanti a Montecitorio, mentre Laura Ravetto avverte che la posizione della premier è «sicuramente un problema».

La risposta di Urso: «Il nostro modello funziona, lavoriamo per prorogare gli sconti»

A contestare la bontà dell’accordo americano è ora anche il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, che sottolinea come, negli Stati Uniti, il gasolio sia arrivato a costare 6,28 dollari al gallone, raddoppiando rispetto ai 3,72 precedenti alla guerra in Medio Oriente. «È stata la guerra in Medio Oriente a far schizzare il costo del gasolio», afferma il ministro, rivendicando la strategia del governo italiano.

Urso elenca le misure già adottate, come il taglio delle accise e il tetto ai prezzi introdotto dalle compagnie petrolifere, comprese Eni e operatori internazionali. Secondo lui, gli sconti riguardano più di 10mila distributori, con il prezzo della benzina sotto i due euro al litro e del gasolio a 2,20 euro. «Questo è il modello italiano efficace e concreto», dichiara, confermando gli sforzi per prorogare tali misure.

Tuttavia, Furgiuele mostra insoddisfazione per la risposta di Urso, affermando che non affronta adeguatamente la questione. «Se l’accordo Trump-Putin può bastare agli Stati Uniti, per l’Italia è ancora più cruciale, data la nostra domanda di carburante», insiste. Accusa il governo di una continua dipendenza dalle buone intenzioni altrui, mentre gli agricoltori italiani sono in enorme difficoltà: «Più gasolio a basso costo nei serbatoi dei trattori e meno armi» è il messaggio che ha portato in piazza davanti a Montecitorio, evidenziando l’urgenza di seguire l’esempio di Trump per affrontare la crisi energetica.

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