Starlink limita le prestazioni dei droni ucraini riscontrando perdite di segnale oltre i 160 km/h

14.10.2026 22:25
Starlink limita le prestazioni dei droni ucraini riscontrando perdite di segnale oltre i 160 km/h

Connessione persa oltre i 160 chilometri orari

DALLA NOSTRA INVIATA
KIEV – Durante la notte, Serhii Sternenko, ex consigliere per i droni dell’allora ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, ha segnalato che i terminali Starlink montati sui velivoli dell’Ucraina hanno iniziato a perdere la connessione a velocità superiori ai 160 chilometri orari. Sebbene non si tratti di un blackout totale, le comunicazioni tra le postazioni fisse continuano a funzionare, riporta Attuale.

Le restrizioni riguardano soprattutto Starshield, il comparto militare e governativo sviluppato da SpaceX a partire dalla tecnologia di Starlink. Mentre Starlink è progettato per l’accesso commerciale a Internet via satellite, Starshield offre collegamenti protetti e servizi per la difesa, l’intelligence e le istituzioni pubbliche.

In Ucraina, Starlink è utilizzato anche per mantenere il contatto con i droni in volo. Secondo quanto riferito dal 7° Corpo di reazione rapida dell’esercito ucraino, si sono registrate perdite di segnale di 10-20 secondi già a 110-120 chilometri orari. Rallentare per mantenere la connessione espone i velivoli alla contraerea russa, mentre accelerare può significare perdere il controllo del drone.

Attacchi cancellati

Nel settore di Huliaipole, sul fronte sud-est, diverse operazioni sono state cancellate. La perdita di collegamento, anche per brevi secondi, può impedire il decollo, compromettere un attacco o causare la perdita del velivolo. Questa interruzione ha un impatto immediato sugli attacchi a medio raggio contro depositi, convogli e linee di rifornimento russi.

Secondo l’analista militare tedesco Julian Ropcke, tra 25 e 150 chilometri, Kiev dipende quasi interamente da droni collegati tramite Starlink. Se il limite attuale di velocità, che secondo le sue informazioni sarebbe sceso fino a 70 chilometri orari, rimane in vigore, queste operazioni diventano quasi impossibili. Anche gli attacchi in profondità si complicano, poiché molti droni a lungo raggio utilizzano Starlink come canale di backup.

Tradotto: anche i raid sulle infrastrutture energetiche russe potrebbero essereinterrotti se la perdita di connessione viene confermata. Si tratta di un’anomalia strategica: un imprenditore privato può influenzare il corso di una guerra tra Stati. Elon Musk non decide da solo la strategia militare americana, e parte dei sistemi Starshield è fornita tramite contratti con il Pentagono. Tuttavia, SpaceX possiede e gestisce l’infrastruttura satellitare e le condizioni tecniche di accesso. Una modifica apportata dall’azienda—come il limite alla velocità dei terminali o la disattivazione di funzioni specifiche—può cambiare rapidamente ciò che un esercito riesce a fare sul campo. Questa concentrazione di potere diminuisce l’autonomia di Kiev e complica quella dei suoi alleati.

Polonia e altri Paesi finanziano migliaia di terminali, ma circa 3 mila apparecchi Starshield sarebbero forniti dal Dipartimento della Difesa statunitense. Secondo Ropcke, Varsavia non potrebbe riattivare autonomamente le funzioni ad alta velocità senza un intervento degli Stati Uniti e, in concreto, di SpaceX.

I rischi in città

Il rischio si estende anche alle aree urbane. Serhii Beskrestnov, consigliere ucraino per le tecnologie della difesa, sostiene che Starlink è impiegato anche negli intercettori sviluppati per abbattere i nuovi droni Shahed russi. Oleksandra Matviichuk, avvocata per i diritti umani e premio Nobel per la pace con il Center for Civil Liberties, avverte che senza tale protezione, i droni potrebbero colpire «edifici residenziali, ospedali e scuole come bersagli in un tiro a segno».

Matviichuk conclude: «Il sangue dei bambini ucraini sarà sulle mani del proprietario e dell’intero team di questa azienda americana». Questa affermazione evidenzia i rischi che una decisione presa nei sistemi di SpaceX può avere, influenzando direttamente le operazioni al fronte e, successivamente, le condizioni umanitarie nelle città ucraine.

14 ottobre 2026

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