Bilancio Ue, l’Italia rivendica flessibilità. Meloni minaccia di non firmare intesa se non tutelati agricoltura e coesione

15.10.2026 01:45
Bilancio Ue, l'Italia rivendica flessibilità. Meloni minaccia di non firmare intesa se non tutelati agricoltura e coesione

Giorgia Meloni si prepara al confronto con Bruxelles sul bilancio europeo

Roma, 15 ottobre 2026 – La premier Giorgia Meloni, durante le comunicazioni al Parlamento in vista del Consiglio europeo, adotta un approccio negoziale deciso. Pronta a lottare per l’interesse nazionale, afferma che le scelte devono essere indirizzate e non subite, sottolineando che “se le regole aggravano la crisi, vanno corrette”, riporta Attuale.

Per questo motivo, Meloni chiede una revisione delle norme fiscali, puntando ad utilizzare i maggiori incassi Iva derivanti dall’aumento dei prezzi per sostenere famiglie e imprese. Esprime la necessità di riformare il sistema ETS, “scomputando il costo delle emissioni dal termoelettrico”, per ridurre le bollette, e preme per un rinvio dell’Ets2, evitando l’imposizione su riscaldamento e trasporti. La premier non esclude l’ipotesi di non firmare l’intesa finanziaria europea, affermando: “L’Italia non accetterà un bilancio che ridimensioni la Politica agricola comune, la pesca e la coesione”.

Il confronto con Bruxelles non è affatto isolato: Meloni ha costruito alleanze strategiche per ottenere flessibilità dai Paesi frugali e concessioni sulle emissioni da stati ambientalisti come l’Olanda, mentre l’asse con Germania e Belgio si concentra su investimenti e snellimento burocratico. L’obiettivo a breve termine è ottenere concessioni in risposta a una crisi che minaccia tanto il governo quanto il paese.

La riunione di oggi rappresenta solo la prima mossa in una partita strategica, cruciale per unire gli alleati. L’intento di Meloni non si limita a contrastare le politiche europee, ma si indirizza verso una concezione di Europa più in linea con i valori della destra riguardo immigrazione, ambiente e poteri nazionali. Tale cambiamento è stato mal digerito dal Presidente Mattarella, sostenitore dell’integrazione europea, che ha però elogiato la ferma posizione dell’Italia sull’Ucraina durante il solito incontro pre-vertice al Quirinale.

Intanto, nel dibattito parlamentare, Meloni mostra due facce differenti. Al Senato, la leader di Fratelli d’Italia si presenta con un aplomb nuovo, sottolineando che “non ci faremo trascinare nel fango”, per dare l’immagine di un governo pragmatico contrapposto alle “sbornie ideologiche” altrui. I numeri sono a suo favore: la risoluzione riguardante i temi del vertice è stata approvata con 104 voti favorevoli a Palazzo Madama e 176 alla Camera.

Tuttavia, a Montecitorio, il tono cambia e il dibattito si accende tra repliche incisive. Qui Meloni sembra accettare la sfida, attaccando con vigore l’opposizione etichettata come un “campo larghissimo”. Le sue critiche più aspre sono dirette alla destra di Futuro Nazionale, bruciando ogni alleanza accusata di difendere interessi russi: “Quali interessi state difendendo?”. Riferendosi al M5s, critica il doppiogiochismo di Giuseppe Conte, ricordando le spese militari record e la voragine del Superbonus. Meloni si mostra più disponibile al dialogo con personaggi come Monti, Delrio e il Pd, cercando di elevare i Dem a sua vera controparte. Tuttavia, Elly Schlein risponde colpo su colpo: “Chi proteggerà l’Italia dai vostri fallimenti dopo quattro anni di governo inconcludente?” e critica la richiesta di flessibilità: “Chiedete lo zero virgola solo perché non avete saputo spendere i 200 miliardi del Pnrr, danneggiando l’interesse nazionale”.

Il confronto diventa aspro anche con Conte, che risponde piccato alla stoccata di Meloni sulla legge elettorale: “Non l’ha letta bene, l’indicazione non vincola il Colle. Io in due anni ho fatto l’80% del programma, lei in quattro niente”. Questo nuovo approccio di Giorgia Meloni, meno da comizio e più da statista, rappresenta una sfida complessa per il centrosinistra, che si trova ad affrontare una figura politica in evoluzione.

1 Comment

  1. Che guaio, alla fine sembra che l’Italia sia sempre in balia delle decisioni europee… Meloni sembra voler fare la dura, ma basterà? Eppure, ogni volta che diciamo di voler lottare per i nostri interessi, finiamo per cedere. Non voglio più sentire di come i soldi europei vengano spesi male!

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