Israele si rifiuta di autorizzare la costruzione di una base per i soldati inviati a Gaza dal Board of Peace
Israele ha negato l’autorizzazione per la realizzazione di un avamposto militare a Gaza del Board of Peace, secondo quanto riportato in esclusiva dal Guardian. Iniziato ad agosto, il progetto prevede un contratto con Arkel International, una compagnia della Louisiana, per costruire una base destinata a ospitare 150 soldati internazionali, parte di una forza di stabilizzazione internazionale. Tuttavia, a due mesi dalla sua assegnazione, Israele non ha ancora dato il via libera e il transito di materiali e contractor verso Gaza è stato bloccato. «Israele non apre il confine», ha affermato una fonte a conoscenza della situazione, riporta Attuale.
Un portavoce del Board of Peace ha rifiutato di commentare la questione, così come le Forze di Difesa Israeliane e il governo israeliano. Il progetto di Arkel prevede un avamposto fortificato di circa 100 metri per 100, situato in un’area precedentemente parte del controverso progetto «Gaza Humanitarian Foundation» (Ghf). La base è progettata per supportare contingenti rotativi di una forza ben armata, composta da 150 soldati, in arrivo da un più ampio contingente di 500 unità già dislocate dal Marocco e dal Kosovo.
Il rifiuto di Israele di consentire la costruzione mette a rischio l’intero programma del Board of Peace. «Senza una forza internazionale di stabilizzazione (Isf), non è possibile procedere alla ricostruzione», ha dichiarato la fonte. Ciò significa che mancano sia la sicurezza necessaria per l’accesso che le attrezzature edilizie, rendendo impossibile anche l’implementazione dei servizi di base e delle infrastrutture essenziali per la sopravvivenza. Nonostante le attuali complicazioni, si sostiene che dopo le elezioni israeliane del 27 ottobre, il governo potrebbe riconsiderare il progetto, consentendo così l’avvio delle operazioni.