Giorgetti presenta il dpfp in una Camera quasi vuota, risoluzione sullo scostamento approvata

13.10.2026 14:25
Giorgetti presenta il dpfp in una Camera quasi vuota, risoluzione sullo scostamento approvata

Roma, 13 ottobre 2026 – La stagione della legge di Bilancio ha inizio. Alla fine, nonostante i banchi semi-vuoti, l’Aula della Camera ha approvato con 219 voti a favore e 210 contrari la risoluzione della maggioranza sullo scostamento di bilancio che chiede di attuare “quanto indicato” dalla relazione al Parlamento 2026, annessa al documento programmatico di finanza pubblica, dando “adeguato rilievo agli interventi in materia di investimenti”. Tra gli obiettivi, “porre in essere tutte le azioni per consentire il finanziamento di misure volte a tutelare il potere di acquisto delle famiglie, nel rispetto degli obiettivi di crescita della spesa netta delle amministrazioni pubbliche”. Precluse le altre risoluzioni presentate dalle opposizioni. È stata approvata poi con 216 voti a favore e 116 contrari la risoluzione di maggioranza sul dpfp che, tra le altre cose, impegna il governo “a prevedere, con la manovra di bilancio, interventi volti a sostenere il potere di acquisto delle famiglie e, in particolare, di quelle più fragili, a sostenere le imprese, anche mediante il ricorso agli strumenti volti a garantirne la sicurezza energetica e a finanziare gli investimenti, in particolare quelli infrastrutturali, avendo particolare riguardo agli effetti connessi all’aumento del prezzo dei materiali sui quadri economici”, riporta Attuale.

Una giornata che è partita in salita. Alle ore 9 parte la seduta della Camera sul Documento programmatico di finanza pubblica. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è puntuale e prende parola dopo la relazione da parte della relatrice leghista Rebecca Frassini. I banchi, però, sono quasi tutti vuoti. Con un’ironia venata di amarezza, esordisce: “Buongiorno onorevoli colleghi presenti in Aula”. Solo cinque i deputati di maggioranza presenti, compreso il relatore. Destinati ad aumentare nel corso dell’intervento, ma comunque pochi.

Pochi in Aula? “Ma io c’ero…”

In apertura del suo intervento nell’emiciclo il ministro ha salutato tutti i presenti, ricevendo il caloroso applauso dei presenti, “molti dei quali erano ieri in commissione”. Il titolare di via XX Settembre termina il suo intervento alla Camera e si dirige verso il Senato. Proprio mentre il governo chiede al Parlamento un via libera decisivo per autorizzare lo scostamento, la maggioranza fatica a riempire i banchi. Pochi in Aula? “Ma io c’ero…”, replica ai cronisti. Interpellato da Repubblica, non nasconde il fastidio e si sfoga: “Non c’era nessuno, è incredibile. Per lo scostamento servono 201 sì, così non passa”. Infatti, oggi saranno votate le risoluzioni sulla “cornice” della futura legge di Bilancio e sullo scostamento: sulla prima è necessaria la maggioranza semplice, sulla seconda la maggioranza assoluta. “Non vogliono lavorare”, ha aggiunto il ministro con una punta ironica, prima di recarsi in Senato. Più numeroso il fronte delle opposizioni.

La dem Cecilia Guerra prenderà la parola dopo le 10, con Giorgetti già al Senato: “Indecente, solidarietà al ministro Giorgetti che ha parlato di fronte a un’aula vuota”. A sottolineare i tanti banchi vuoti era stata poco prima anche Giulia Pastorella di Azione, intervenuta subito dopo Giorgetti: “Ministro mi permetto di scusarmi a nome dei colleghi assenti per i pochi che siamo…”.

Braga (Pd): “T’hanno rimasto solo ‘sti quattro…”

Sull’assenza della maggioranza incalza l’opposizione. Affonda il colpo e trasforma i banchi vuoti in una metafora di un Dpfp giudicato privo di contenuti e di una politica economica senza una direzione chiara. La capogruppo del Pd Chiara Braga interviene alla Camera in dichiarazione di voto sul Dpfp e lo scostamento di bilancio: “Ministro Giorgetti, mi lasci iniziare citando il grande Gassman. Questa mattina ‘l’hanno rimasto solo…’ e mi fermo qua perché credo che sia meglio. Adesso i banchi pian piano forse si riempiranno, ma stamattina non c’era nessuno in aula della sua maggioranza a difendere un documento surreale che si chiama programmatico, ma che di programmatico non ha nulla se non delle tabelline che rispondono a un compito assegnato”. Vuoti i banchi, come lo è “questo documento vuoto in cui il governo non ci dice cosa intende fare, ma ci chiede di credere e applaudire a un’Italia che non c’è, quella che ha una crescita dell’1% che è comunque insufficiente e che chiama questa crescita stabilità”.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere