Giorgetti parla di scostamento di bilancio in aula deserta: la necessità di prudenza per difesa ed energia

13.10.2026 13:06
Giorgetti parla di scostamento di bilancio in aula deserta: la necessità di prudenza per difesa ed energia

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ribadito la necessità di un scostamento di bilancio per garantire adeguati investimenti in Difesa ed Energia, ma ha espresso preoccupazione per la bassa partecipazione dei deputati durante il suo intervento in aula a Montecitorio, riporta Attuale.

Con un’ironia evidente, Giorgetti ha commentato l’assenza dei colleghi, sottolineando la necessità di ottenere 201 voti favorevoli per l’approvazione della risoluzione sullo scostamento, attesa in giornata. «Non c’era nessuno, è incredibile», ha dichiarato a Repubblica. Il voto era programmato per martedì, poiché i deputati si erano opposti a rientrare in aula il lunedì dopo il fine settimana. «Eh, questi non vogliono lavorare di lunedì, ma mi sembra che nemmeno il martedì abbiano tanta voglia», ha aggiunto, evidenziando la scarsissima presenza.

Quanti deputati c’erano in aula durante l’intervento sul Dpfp

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, solo sei deputati della maggioranza erano presenti, il doppio rispetto a quelli del centrosinistra. Il Corriere della Sera ha riferito che la partecipazione è aumentata a venti durante l’intervento di Giorgetti. Ha aperto il suo discorso con un saluto ironico, «Buongiorno onorevoli colleghi presenti in Aula», accolto da un applauso, e ha scherzato sul fatto che molti avevano preso parte alle riunioni delle commissioni, rispondendo con un sorriso alle domande sui presenti: «Ma io c’ero…».

Cosa ha detto Giorgetti sullo scostamento di bilancio

Intervenuto poco dopo le 9, Giorgetti ha discusso del Documento programmatico di finanza pubblica, mentre il Consiglio dei ministri si preparava a esaminare la manovra economica. Si prevede che il Parlamento approvi uno scostamento di bilancio stimato in 29 miliardi, secondo Repubblica, volto a sostenere investimenti green e sicurezza nazionale. Giorgetti ha giustificato questa necessità citando l’incertezza del contesto economico, affermando che programmare in situazioni di turbolenza è estremamente complesso. «Quando il bollettino meteorologico annuncia tempesta, prima di uscire in mare aperto conviene assicurarsi delle condizioni dell’imbarcazione», ha detto, mettendo l’accento sull’importanza di mantenere i target della governance europea e sull’obiettivo di uscire dalla procedura per deficit eccessivo se le condizioni lo permetteranno.

A cosa servirà la clausola Nec per energia e difesa

In merito alla clausola di salvaguardia Nec, Giorgetti ha definito questa mossa un «passo consapevole di scostamento rispetto alla linea di prudenza». Ha aggiunto che sia la Commissione europea che i mercati considerano questa decisione sostenibile per il debito pubblico italiano. Il governo utilizzerà parte di questo scostamento per garantire sicurezza energetica, mentre si prevede un sostegno selettivo per famiglie e imprese durante la crisi energetica e l’inflazione. Il dialogo con Bruxelles è già in corso e si approfondirà fino alla decisione del Consiglio riguardo alla concessione della Nec all’Italia, definita dal ministro come una forma di «negoziato» per determinare le voci che saranno incluse.

Le reazioni all’aula deserta, tra legge elettorale e opposizioni

Dopo le 10, mentre Giorgetti si trovava già al Senato, la deputata del Pd Cecilia Guerra ha espresso il suo disappunto, definendo la situazione «indecente» e mostrando solidarietà per il ministro, che ha parlato di fronte a un’aula vuota. Diverse interpretazioni sono state avanzate riguardo le assenze: alcuni attribuiscono il fenomeno alla nuova legge elettorale che fa tornare le preferenze. Altri, tra cui Maria Elena Boschi di Italia Viva, hanno sottolineato come i deputati di maggioranza sembrino disinteressati agli sviluppi, rilevando l’assenza persino della Lega durante un dibattito cruciale. Un deputato di centrosinistra ha minimizzato la cosa definendola «sciatteria» ma escludendo che potesse essere letta come un segnale politico.

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