Il Consiglio Ue divide i 27 Stati membri: 17 dicono no ai tagli di bilancio

16.10.2026 07:25
Il Consiglio Ue divide i 27 Stati membri: 17 dicono no ai tagli di bilancio

Consiglio europeo in stallo: divergenze sul bilancio Ue per il settennato 2028-2034

Durante il Consiglio europeo di ieri, si è assistito a un confronto acceso tra due schieramenti riguardo al futuro del bilancio dell’Ue, ma nessuno dei due è riuscito a prevalere. Le posizioni divergenti concernono principalmente le risorse disponibili per il settennato 2028-2034. I cosiddetti “Amici della Coesione“, guidati dalla premier Giorgia Meloni e dal presidente rumeno Nicușor Dan, chiedono il mantenimento della capacità di spesa dell’Unione, sottolineando l’importanza di tutelare le risorse per le politiche agricole e di coesione, riporta Attuale.

Questa coalizione include 17 dei 27 Stati membri e si è dichiarata disponibile a discutere nuove risorse proprie, sostenendo che il prossimo Quadro finanziario pluriennale (Qfp) dovrebbe escludere il meccanismo di correzione che riduce i contributi versati da certi Paesi, come la Germania, con il conseguente onere per altre nazioni europee.

La Francia, pur non facendo parte degli “Amici della Coesione”, ha manifestato posizioni simili, con il presidente Emmanuel Macron che rifiuta i tagli al bilancio e chiede nuove risorse proprie dell’Ue. L’Eliseo ha dichiarato: “Non ci sarà alcun accordo” senza “risorse proprie sostanziali”.

Al contrario, i Paesi frugali (Paesi Bassi, Danimarca, Austria, Svezia, Finlandia, oltre a Germania e Belgio) richiedono un’efficace riduzione del bilancio. “Siamo a favore di un’Europa forte, competitiva e sicura. Finanziamo circa il 40% del bilancio dell’Ue e siamo pronti a continuare a farlo. Tuttavia, la proposta attuale è ancora troppo elevata e non permette di perseguire un accordo”, ha affermato il cancelliere austriaco Christian Stocker, aggiungendo che sono necessari ulteriori tagli sostanziali.

L’Irlanda, attualmente in presidio del Consiglio, ha proposto di sottrarre 141 miliardi dal bilancio suggerito dalla Commissione europea, colpendo settori come ricerca, tecnologia, clima, sicurezza e politica estera. Tuttavia, tale proposta non ha soddisfatto né i Paesi frugali, che la considerano insufficiente, né la Commissione stessa, che ha avvertito che i tagli potrebbero compromettere la capacità dell’Ue di operare unita in un contesto internazionale complesso, come evidenziato dal commissario europeo al Bilancio, Piotr Serafin.

In controtendenza rispetto a queste due correnti principali si è posizionata la Spagna di Pedro Sánchez, parte degli “Amici della Coesione”, ma con un obiettivo ambizioso: aumentare il contributo degli Stati membri al Qfp al 2% del Pil, un valore nettamente superiore alla proposta attuale.

Al termine del Consiglio europeo, è emerso che nessun accordo è stato raggiunto. Le distanze sembrano ancora incolmabili, ma per cercare di accelerare i negoziati è stato indetto un vertice straordinario per il 26 novembre.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere