Ucraina ripristina il sistema Starshield, mentre emergono accuse su limitazioni da parte della Casa Bianca
Giovedì, le forze armate ucraine hanno annunciato di aver ripristinato la piena funzionalità di Starshield, la versione militare del sistema di connessione satellitare Starlink, dopo che nei giorni precedenti era stata limitata, infliggendo danni alle operazioni dei droni. Non è chiaro chi abbia ordinato tale limitazione, ma ci sono più ricostruzioni in merito, riporta Attuale.
Il governo ucraino ha accusato l’amministrazione Trump di esercitare pressioni sul presidente Volodymyr Zelensky affinché interrompesse gli attacchi alle raffinerie russe, i quali sono ripresi giovedì, dopo una breve sospensione. «Non è stato un problema tecnico, era voluto», ha dichiarato Zelensky in un’intervista al Financial Times.
Starshield è di proprietà dell’azienda statunitense SpaceX, gestita in collaborazione con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Secondo un rapporto di Reuters, fonti statunitensi ed europee indicano che l’ordine di limitare la connessione sarebbe stato emesso direttamente dalla Casa Bianca. Tuttavia, non è chiaro chi abbia emanato tale ordine o come sia stato implementato. L’amministrazione Trump ha negato queste affermazioni.
Secondo un articolo di Bloomberg, la richiesta non sarebbe partita direttamente da Trump, ma ciò non esclude che il presidente non ne fosse a conoscenza; è possibile che l’ordine sia stato dato da altri funzionari o agenzie del suo governo. Un’altra fonte di Bloomberg ha sostenuto che SpaceX abbia agito autonomamente nella decisione di limitare l’accesso a Starshield.
Mercoledì, mentre la questione si intensificava, Elon Musk ha cercato di difendere SpaceX, dichiarando su X che «ogni limite di velocità o uso è deciso dalle forze statunitensi e, in ultima analisi, dal presidente». In particolare, Musk ha fatto riferimento a problemi di disconnessione dei terminali ucraini, che si verificavano a velocità superiori ai 160 chilometri orari, complicando le operazioni dei droni.
Nel frattempo, un gruppo di senatori statunitensi, tra cui quattro del Partito Repubblicano di Trump, ha richiesto un’indagine sulle limitazioni di Starlink e sull’interruzione della condivisione delle informazioni di intelligence, essenziali per gestire i danni durante i bombardamenti e avvisare la popolazione, come ha denunciato Zelensky. I senatori vogliono chiarire se funzionari del Dipartimento della Difesa abbiano avuto un ruolo nelle limitazioni e se SpaceX le abbia implementate autonomamente o su ordine del governo.
Incredibile come le politiche estere possano influenzare tali tecnologie! La situazione in Ucraina è già tesa di suo, e ora si scopre che ci sono pressioni politiche dietro le quinte. Ma come si fa a garantire la sicurezza dei cittadini se ci sono limiti imposti? È una follia!